L’Aquila. Si è conclusa sabato 25 luglio a L’Aquila la Carovana nelle Terre Mutate, un viaggio a piedi attraverso i territori colpiti dai terremoti, che ha attraversato 14 tappe per un totale di 245 chilometri, con oltre 60 partecipanti e una presenza media di 45-50 persone a ogni tappa.
Un cammino reso possibile grazie alla presenza dei volontari e volontarie dell’associazione del Cammino nelle Terre Mutate ma anche a una rete di 19 guide ambientali escursionistiche, che si sono alternate tappa dopo tappa, dal coinvolgimento dei e delle referenti locali che per ognuna delle 14 tappe hanno promosso incontri, iniziative culturali e momenti di partecipazione e confronto e dal supporto di Actionaid Italia. Un viaggio per comprendere cosa siano oggi le Terre Mutate, a oltre dieci anni dal sisma, attraverso le voci, le esperienze e le trasformazioni di chi questi territori li abita e li attraversa.
L’arrivo all’Aquila ha rappresentato il ritorno al punto di partenza simbolico del Cammino: è qui, infatti, che tutto è iniziato nel 2012. L’Aquila continua a essere una città-simbolo, in trasformazione permanente e attraversata da profonde contraddizioni, ma dove la partecipazione e le persone continuano a rappresentare il motore della vita collettiva.
A condividere gli ultimi passi del Cammino nell’ultima tappa da Collebrincioni a L’Aquila sono stati i rappresentanti delle associazioni fondatrici – FederTrek Escursionismo e Ambiente, APE Roma e Movimento Tellurico – insieme a rappresentanti dell’Ufficio Speciale per la Ricostruzione dell’Aquila, della Regione Abruzzo, del Cammino di Celestino V, di Terre di mezzo Editore, e di numerose realtà e collettivi territoriali che hanno camminato con l’associazione e si sono unite lungo il percorso.
Particolarmente significativo è stato l’incontro in piazza Duomo con il titolare dell’USRA, l’ing. Salvo Provenzano. Un incontro spontaneo e non legato a un finanziamento di un progetto, ma nato dalla condivisione di valori e visioni che, nelle parole del titolare «auspichiamo essere l’inizio di una collaborazione sui territori per i temi che portiamo e i modi di affrontarli».
Il percorso ha toccato anche luoghi fondamentali per la memoria della città, tra cui la Casa dello Studente e il piazzale della Memoria, dove non poteva mancare il ricordo ad Antonietta Centofanti, esempio di partecipazione e attivismo civico per l’Aquila e per tutti i territori nel post-sisma dell’Italia Centrale.
L’arrivo a Collemaggio, la “Santiago delle Terre Mutate” è stato un abbraccio collettivo tra chi ha scelto di camminare tra le terre mutate e da parte delle realtà che animano la vita culturale e civile dell’Aquila a cui hanno partecipato l’𝐀𝐬𝐬. 𝐓𝐨𝐦𝐦𝐚𝐬𝐨 𝐅𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐧𝐢, l’ass. Donne TerreMutate, il Centro Antiviolenza – Associazione Donatella Tellini, l’Arci L’Aquila Aps, l’Ass. 180amici e la 𝐂𝐨𝐨𝐩. 𝐒𝐨𝐜𝐢𝐚𝐥𝐞 𝐁𝐚𝐬𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐒𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚. La giornata ha inoltre permesso di conoscere da vicino l’area dell’ex Ospedale Psichiatrico e il collettivo di CaseMatte, che ha raccontato la trasformazione di uno dei luoghi di riferimento del post-sisma 2009 e il cambiamento delle forme della partecipazione e dell’impegno politico sul territorio. Nelle parole di Silvia Frezza “ci ha portato fino a qui un cammino che non è solo l’azione di camminare, ma il prendere contatto con il nostro territorio e la nostra terra che ci unisce negli stessi intenti e in una strada da percorrere insieme”.
La chiusura della Carovana si è svolta alla libreria Polarville, luogo simbolico e presidio del cuore per il Cammino. Qui Valerio Barchi ha presentato in prima nazionale il fumetto Il paese senza sentieri, alla presenza di altri autori di lavori sul Cammino come Alberto Abbà, autore di Come si salva un terremoto, e Chiara Cerri, autrice di Sulla faglia. «Ho fatto di tutto perché questo fumetto uscisse per tempo: è un fumetto partecipato. Tante persone mi hanno dato una mano con i dialetti, con la divulgazione. Così come questo cammino è orizzontale e partecipativo, anche questo libro è frutto di un lavoro collettivo» ha spiegato Barchi.
Alla serata ha partecipato anche ActionAid, rappresentata da Marco Polvani, compagna di viaggio di questo percorso.
È stato inoltre il momento della consegna dei Testimonium a chi ha percorso una o due settimane di viaggio. Un gesto simbolico che ha riconosciuto il valore dell’esperienza condivisa e della partecipazione al Cammino. «Siete partigiane e partigiani della terra», ha ricordato la presidente Annalisa Spalazzi, sottolineando il valore del viaggio e della testimonianza raccolta lungo il percorso. «La Carovana si conclude dunque all’Aquila, ma il viaggio non finisce. Chi ha camminato porta con sé l’esperienza di essere stato testimone di vite, raccoglitore di dati e storie, osservatore di luoghi segnati da ricostruzioni, vuoti e abbandoni. Il vero Cammino comincia ora: nel ritorno a casa, nella memoria che viene condivisa, nelle relazioni che continuano e nella responsabilità di non dimenticare questi territori e le persone che li abitano.»




