Avezzano. Ancora oggi viene definita una strage silenziosa: è quella delle morti bianche, donne e uomini che perdono la vita sul proprio posto di lavoro. Il fenomeno attuale, però, che ha visto nel 2025 registrare 1.093 croci, attraverso il filo della memoria rimanda ad un passato fatto di battaglie e di rivendicazione di diritti. “L’8 agosto di quest’anno – commenta la consigliera comunale Federica Collalto – ricorreranno esattamente i 70 anni dallo scoppio dell’incendio nella miniera di carbone di Bois du Cazier, a Marcinelle, in Belgio. Questa pagina di storia viene ricordata come una delle più gravi tragedie sul lavoro nella storia dell’Europa: nella “ferita umana” di Marcinelle, oltre la metà delle vittime di origini italiane, proveniva dall’Abruzzo.
Per non far cadere nel vuoto questo anniversario nero, il 30 luglio il Comune di Avezzano commemorerà in un incontro pubblico le date di questi drammi collettivi, da Marcinelle a Courrières fino alle tragedie delle dighe di Mattmark e di Izourt, in Francia. Ricorderemo e rifletteremo con una prima assoluta: sarà ospite della nostra città – aggiunge la consigliera comunale – la giornalista Giorgia Miazzo, linguista e studiosa dei temi delle Grandi Migrazioni Italiane nel Mondo, che presenterà il suo caso-studio “Migrazioni Italiane in Europa. Storia e Testimonianze delle comunità italiane tra Belgio, Francia, Svizzera e Germania”. L’incontro, aperto a tutti, inizierà alle ore 18,30 nella “Sala dei Gonfaloni” del nuovo Comando della Polizia Locale. Parteciperanno, in qualità di relatori, il Senatore Guido Quintino Liris e il Procuratore Capo della Procura della Repubblica di Avezzano, Maurizio Maria Cerrato. Attraverso il momento di confronto storico, fortemente voluto dal Sindaco Di Pangrazio, si trasmetteranno soprattutto alle nuove generazioni le memorie di anniversari determinanti per la storia umana e lavorativa dell’Abruzzo.
“L’idea – conclude Federica Collalto – è anche quella di inaugurare la “Sala dei Gonfaloni” come un nuovo spazio culturale della città, pronto ad accogliere le tante sensibilità della comunità”. Il libro di Giorgia Miazzo è un volume-manifesto: narra in maniera calzante la storia degli Italiani in Europa tra Ottocento e Novecento, raccontando la loro migrazione difficile e il loro sfruttamento. Accanto all’autrice, prenderà la parola anche il vicepresidente del Centro Studi Grandi Migrazioni, Gianluca Parise. “L’opera descrive un percorso di difficile integrazione e di razzismo, ma anche di convivenza e di trasformazione sociale. – spiega infine l’autrice – L’obiettivo è rendere questa memoria un’eredità permanente e accessibile a tutti, utile alle generazioni future”. La pubblicazione custodisce anche testimonianze raccolte dal vivo di alcuni orfani di vittime di incidenti sul lavoro. Grazie all’incontro culturale del 30 luglio, verrà rievocata una grande storia fatta di tante piccole storie, ognuna delle quali facente parte dell’immenso patrimonio materiale e immateriale dell’emigrazione italiana.




