Avezzano. Una piccola colonia composta da cinque o sei gatti vive stabilmente all’interno della Riserva naturale regionale guidata del Monte Salviano, prevalentemente attorno al santuario della Madonna di Pietraquaria, luogo di fede particolarmente caro agli avezzanesi e meta quotidiana di pellegrini, visitatori ed escursionisti. Gli animali vengono accuditi e alimentati da una cittadina e dalle suore presenti nella zona.
Una pratica certamente animata dall’amore e dall’attenzione verso gli animali, ma che pone anche una questione relativa alla tutela dell’ecosistema di un’area naturale protetta. I gatti domestici che vivono liberamente, infatti, conservano l’istinto predatorio anche quando ricevono regolarmente il cibo dall’uomo.
I possibili rischi per la fauna
Al momento non risultano accertati danni provocati specificamente dalla colonia felina presente attorno al santuario. Sarebbe quindi scorretto attribuire ai gatti la diminuzione o la morte di animali selvatici senza un monitoraggio scientifico.
La letteratura scientifica evidenzia tuttavia come i gatti liberi possano cacciare uccelli, piccoli roditori, rettili, anfibi e altri animali. Per quanto riguarda gli scoiattoli, simbolo della Riserva del Salviano, gli esemplari adulti e in buona salute sono generalmente più difficili da catturare. Maggiormente esposti potrebbero essere invece i piccoli, gli animali feriti o debilitati e quelli sorpresi a terra.
Il fatto che i felini siano regolarmente nutriti non esclude l’attività di caccia, che non dipende esclusivamente dalla necessità di procurarsi il cibo. La presenza di una colonia, se non controllata attraverso sterilizzazioni e verifiche sanitarie, può inoltre determinare nuove nascite e un progressivo aumento del numero degli animali.
Necessari censimento e sterilizzazione
Il primo passaggio dovrebbe essere quello di verificare se la colonia sia già stata ufficialmente censita e riconosciuta dal Comune di Avezzano. La normativa regionale tutela infatti i gatti che vivono in libertà, ma affida ai Comuni e ai servizi veterinari la gestione delle colonie feline.
I gatti dovrebbero essere identificati, sottoposti ai necessari controlli sanitari e sterilizzati, impedendo così l’aumento incontrollato della popolazione. Anche la somministrazione degli alimenti dovrebbe avvenire secondo precise regole igieniche, rimuovendo il cibo avanzato per evitare di attirare roditori, volpi, cinghiali o altri animali selvatici.
Potrebbe essere inoltre valutato lo spostamento del punto di alimentazione verso la zona maggiormente antropizzata attorno al santuario, mantenendolo lontano dal bosco e dalle aree di nidificazione. Per gli esemplari più docili e abituati alla presenza umana si potrebbe invece favorire un percorso di adozione.
Il trasferimento non può essere deciso autonomamente
La presenza della colonia non significa, però, che i gatti debbano essere catturati e trasferiti immediatamente. Lo spostamento da un territorio nel quale vivono stabilmente può essere traumatico e deve essere autorizzato sulla base di motivazioni sanitarie, ambientali o di interesse pubblico.
La stessa modulistica della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila prevede che i gatti delle colonie non vengano allontanati dal proprio habitat senza una preventiva valutazione delle autorità competenti.
Sarebbe quindi opportuno un sopralluogo congiunto da parte del Comune, del servizio veterinario della Asl e dei responsabili della Riserva. L’obiettivo non dovrebbe essere quello di contrapporre la protezione dei gatti alla difesa degli scoiattoli e degli altri animali selvatici, ma individuare una gestione equilibrata e rispettosa di ogni forma di vita.
La cura riservata ai felini costituisce un gesto di sensibilità che non va criminalizzato. Proprio per questo, però, dovrebbe essere accompagnata da censimento, sterilizzazione, monitoraggio e controllo del punto di alimentazione, conciliando il benessere della piccola colonia con la particolare funzione naturalistica del Monte Salviano.



