MarsicaLive
  • ABRUZZO
  • PESCARA
  • NECROLOGI
  • PUBBLICITÀ
No Result
View All Result
Seguici
MarsicaLive
  • ABRUZZO
  • PESCARA
  • NECROLOGI
  • PUBBLICITÀ
No Result
View All Result
MarsicaLive
No Result
View All Result

Installato uno dei nodi più alti d’Italia al Rifugio Telespazio di Ovindoli, luogo simbolo delle telecomunicazioni

Grazie a questa rivoluzionaria tecnologia da adesso, nel comprensorio di Ovindoli, sarà possibile comunicare anche dove non prende il cellulare

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
24 Luglio 2026
A A
55
Condivisioni
1.1k
Visite
FacebookWhatsapp

Ovindoli. È stato attivato ieri un nuovo nodo della rete SOS-Italia ad Ovindoli, in uno dei punti più alti della dorsale nazionale. Installato grazie alla collaborazione del Comune di Ovindoli, renderà possibile a tutti quelli che hanno un dispositivo basato su tecnologia Meshtastic di poter continuare a comunicare sempre, anche dove non prende il cellulare, sia su valle d’Arano, sull’altopiano delle Rocche, e su tutto il comprensorio sciistico. Il nodo, inoltre, metterà in collegamento molte altre zone strategiche del centro Italia.

Ma a rendere significativa l’installazione è soprattutto il luogo scelto. Il Rifugio Telespazio custodisce infatti la memoria di una stagione fondamentale per la ricerca e le telecomunicazioni italiane. In quest’area furono svolte attività di rilevazione e calibrazione collegate allo sviluppo di SIRIO, il Satellite Italiano di Ricerca Industriale e Operativa, primo satellite per telecomunicazioni interamente progettato e realizzato in Italia. Lanciato da Cape Canaveral il 25 agosto 1977, SIRIO rappresentò una tappa decisiva nella storia spaziale del Paese. Il rifugio in quota nacque come punto di ricovero e di lavoro per tecnici e ingegneri impegnati nelle rilevazioni sulle alte frequenze, e il nome “Telespazio”, rimasto fino a oggi, conserva la traccia di quell’epoca di sperimentazione, quando le montagne abruzzesi diventarono parte di una rete tecnologica proiettata verso lo spazio.

Falsi Carabinieri nella Marsica: il comune di Cerchio lancia l’allarme truffe alla cittadinanza

24 Luglio 2026

“Raccogliamo il futuro”: domani a Camporotondo la Giornata Ecologica promossa dal Sindaco

24 Luglio 2026
Ma la storia di questo luogo ci porta ancora più indietro, fino a una delle notti più famose del Novecento: il 20 luglio 1969, la notte dell’allunaggio dell’Apollo 11. All’epoca non esistevano le dorsali in fibra ottica, e per portare segnali televisivi e telefonici a grande distanza era necessario utilizzare una rete di ponti radio terrestri a microonde, che richiedevano visibilità ottica tra un’antenna e la successiva. Per questo fu realizzata una catena di ripetitori sulle cime strategiche tra Abruzzo e Lazio. La notte del 20 luglio 1969 l’antenna parabolica del Fucino captò i segnali televisivi provenienti dalla stazione della NASA negli Stati Uniti (a sua volta collegata via ponte radio e cavo oceanico con le stazioni australiane di Parkes e Honeysuckle Creek che ricevevano direttamente dal modulo lunare Eagle). A quel punto il segnale televisivo ricevuto dal Fucino durante la missione Apollo 11 attraversò le montagne, rimbalzando attraverso i ponti radio in quota fino a Monte Cavo e agli studi RAI di Roma, contribuendo a rendere possibile la storica diretta dello “Speciale Luna” condotto da Tito Stagno.

Ed è nello stesso contesto, segnato da antenne, ponti radio, satelliti e sperimentazioni, che oggi prende vita questo nuovo nodo dell’infrastruttura di SOS-Italia. A distanza di decenni sono cambiate le tecnologie, le reti e gli strumenti, ma resta sorprendentemente simile l’idea di fondo: superare le distanze mettendo in comunicazione luoghi e persone. Da quasi duemila metri di quota, sulle montagne di Ovindoli, un nuovo nodo è ora acceso. Una piccola infrastruttura contemporanea che raccoglie, idealmente, il testimone di una storia molto più lunga, e continua a far comunicare il mondo.

Il nodo di Ovindoli si inserisce in un più ampio contesto di sicurezza, volto a garantire le telecomunicazioni dei principali comprensori sciistici della Regione, molto frequentati ma spesso mal serviti dalle reti telefoniche. La rete SOS-Italia copre già l’Alto Sangro, Ovindoli e Campo Felice. Ancora scoperte, invece, Pescasseroli e Campo Imperatore.

“SOS Italia” è una start-up abruzzese che sta facendo molto parlare di sé nel panorama nazionale, sia in ambito di soccorso alpino, che nel mondo delle telecomunicazioni in senso lato. Diverse aziende, leader mondiali di settore, hanno avviato partnership importanti con la start-up, e i progetti in cantiere sono molti, in settori che spaziano dall’educazione alla ricerca scientifica, il soccorso in montagna e le comunicazioni d’emergenza, anche nei territori più selvaggi e remoti. Ad oggi la rete copre già milioni di ettari, con collaboratori e nodi attivi su ben quattordici regioni, su cui si sta replicando il progetto nato in Abruzzo. Per maggiori informazioni sul progetto e sui dispositivi si può visitare il sito https://sos-italia.net, contattare i responsabili via WhatsApp al numero 377.955.5399, oppure visitare la pagina Facebook del progetto (disponibile qui).

Next Post

"Raccogliamo il futuro": domani a Camporotondo la Giornata Ecologica promossa dal Sindaco

Pubblicità

MarsicaLive

MARSICALIVE è una testata di LiveCommunication

Registrato alla sezione stampa del tribunale di Avezzano con numero 7/2010

Tel. +39.392.1029.891
Whatsapp +39.392.1029.891

  • TERRITORIO
  • CONTATTI
  • PUBBLICITÀ
  • NECROLOGI
  • PRIVACY
  • COOKIE POLICY

© 2022 Live Communication

No Result
View All Result
  • ABRUZZO
  • PESCARA
  • NECROLOGI
  • PUBBLICITÀ

© 2022 Live Communication