Tagliacozzo. Dall’Australia a Roccacerro per raccontare la memoria del borgo: il documentario di Daniele dedicato agli anziani della frazione di Tagliacozzo.
A volte basta attraversare mezzo mondo per ritrovare le proprie radici. È la storia di Daniele, giovane italo-australiano di Melbourne, nipote di Fulvio Iacomini e Renata Gentile, originari dello storico borgo di Roccacerro, che ha scelto di tornare nella terra dei suoi nonni con un obiettivo preciso: custodire e raccontare la memoria di una comunità attraverso le storie dei suoi anziani.
Durante il suo soggiorno dello scorso maggio, Daniele ha incontrato alcuni dei volti più rappresentativi del paese, raccogliendo testimonianze, immagini e ricordi destinati a diventare un documentario che sarà pubblicato nelle prossime settimane.
Protagonista del primo lavoro sarà Paolo Iacomini, conosciuto e stimato da tutti come “Zio Paolo”, figura simbolo di Roccacerro, custode di tradizioni, racconti e valori che hanno attraversato generazioni. Un omaggio sentito a un uomo che rappresenta l’anima autentica del borgo.
Ma il progetto va oltre la singola storia. L’intento è quello di dare voce agli anziani di Roccacerro, veri scrigni di memoria collettiva, affinché il loro patrimonio umano e culturale non venga disperso. Attraverso immagini, interviste e fotografie, Daniele vuole costruire un ponte ideale tra l’Australia e l’Italia, tra chi è partito e chi è rimasto, tra passato e futuro.
«Raccontare queste storie significa conservare un’eredità preziosa», è il messaggio che traspare dal progetto, nato dall’amore per le proprie origini e dal desiderio di restituire qualcosa alla comunità che ha dato i natali alla sua famiglia.
In attesa dell’uscita del documentario, Daniele ha condiviso alcuni scatti realizzati durante la sua visita, immagini capaci di raccontare con semplicità l’identità di un paese che continua a vivere attraverso i volti dei suoi abitanti.
Il documentario sarà presto disponibile anche sui suoi canali social e rappresenterà un’occasione per far conoscere Roccacerro ben oltre i confini locali, raggiungendo anche le numerose comunità di emigrati italiani sparse nel mondo.
Un progetto che dimostra come le radici non conoscano distanza e come la memoria, quando viene raccontata con passione, possa attraversare gli oceani e unire intere generazioni.




