Avezzano. Per oltre un decennio avrebbe sottoposto la moglie a un’escalation di violenze fisiche, minacce e vessazioni, costringendola a vivere in un clima di paura continua. Per questi fatti il Tribunale di Avezzano ha condannato R.B., di Avezzano, già noto alle forze dell’ordine, alla pena di quattro anni e un mese di reclusione per il reato di maltrattamenti in famiglia.
La sentenza è stata pronunciata dal collegio presieduto dalla giudice Francesca D’Orazio, con giudice a latere Anna Cuomo, infliggendo una pena persino superiore rispetto ai quattro anni richiesti dal pubblico ministero.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, la donna avrebbe subito per circa dieci anni continui maltrattamenti. Le aggressioni sarebbero state pressoché quotidiane e in numerose occasioni le violenze avrebbero richiesto il ricorso alle cure del pronto soccorso. Sarebbero almeno una decina gli accessi ospedalieri documentati nel tempo.
Le contestazioni descrivono episodi di particolare brutalità. In diverse circostanze la vittima sarebbe stata colpita al volto e alla testa, riportando lesioni al setto nasale e all’orecchio. In altri casi sarebbe stata spinta con violenza contro un cancello, un portone e perfino contro lo spigolo in pietra di un tavolino.
Nei primi anni, però, la donna avrebbe nascosto quanto stava accadendo anche ai familiari, attribuendo le ferite a presunte cadute accidentali o a urti contro mobili e spigoli. Solo successivamente avrebbe trovato la forza di denunciare i fatti, ricostruendo davanti agli inquirenti il lungo periodo di violenze e intimidazioni.
Stando all’accusa, oltre alle aggressioni fisiche, l’uomo avrebbe esercitato un costante controllo psicologico sulla moglie, minacciandola e ricattandola, arrivando a prospettarle che non avrebbe più rivisto i figli qualora avesse raccontato quanto accadeva tra le mura domestiche.
La vicenda assume un rilievo particolare anche perché anni fa lo stesso imputato si era presentato, con il volto coperto, in una televisione locale sostenendo di essere lui vittima di presunte violenze da parte della moglie, circostanze che, tuttavia, non risultavano accompagnate da denunce formali. Dopo la separazione, invece, è stata la donna a rivolgersi alle autorità, dando avvio all’inchiesta culminata con la condanna.
La persona offesa si è costituita parte civile nel procedimento ed è stata assistita dall’avvocato Paolo Palma. La sentenza del Tribunale di Avezzano rappresenta l’epilogo del processo di primo grado, che ha riconosciuto la responsabilità dell’imputato per il lungo periodo di maltrattamenti contestati.




