Canistro. Valorizzare l’identità territoriale della Valle Roveto trasformando una materia prima locale in una linea innovativa di skincare contemporanea. Con questo preciso obiettivo nasce Navira, una nuova start up ideata da tre professionisti originari di Canistro: Matteo Rai e Maurizio Natalia, consulenti informatici con un percorso di studi e di vita condiviso a Roma, e Antonio Vitale, consulente finanziario incaricato di seguire la gestione economica societaria. Il progetto affonda le sue radici più profonde nelle tradizioni della propria terra d’origine e si esprime attraverso una precisa filosofia aziendale: “Il sussurro del castagno, l’essenza della bellezza. Dal riccio del castagno prende forma una bellezza autentica. Ingredienti naturali selezionati con cura, per valorizzare ciò che la natura offre”.
L’intuizione e il riciclo dello scarto
Il piano imprenditoriale si sviluppa interamente attorno alla castagna Roscetta, celebre prodotto tipico della zona. L’intuizione dei tre soci fondatori risiede nel recupero e nella valorizzazione del riccio del castagno, la struttura protettiva del frutto che è sempre stata considerata un semplice scarto biologico della lavorazione agricola. Attraverso specifiche e approfondite attività di ricerca scientifica condotte sul guscio spinoso, il team ha scoperto la presenza di sostanze ricche di polifenoli e tannini. Questi attivi funzionali sono dotati di elevate proprietà antiossidanti, ideali per la creazione di formule cosmetiche in grado di proteggere la pelle dallo stress quotidiano, dai ritmi intensi e dai continui stimoli ambientali esterni.

L’idea della start up
“L’obiettivo principale era quello di valorizzare un prodotto tipico delle nostre parti”, spiega Matteo Rai, uno dei soci fondatori della start up, “e lavorando sul riccio del castagno abbiamo scoperto che queste sostanze permettono la creazione di prodotti cosmetici per la cura della pelle. Volevamo avviare una start up insieme e il bando Borghi ci ha permesso di avere quell’investimento iniziale per poi poterci mettere in gioco e in discussione in un mercato abbastanza particolare come quello della cosmetica. Questa misura rappresenta la spinta in più che ci è servita per avviare la nostra attività”.
I prodotti e il lancio sul mercato
La start up ha completato il processo di standardizzazione del proprio siero, ottenendo il riconoscimento ufficiale dell’estratto di castagno come ingrediente certificato e inseribile all’interno delle formule cosmetiche internazionali. La produzione iniziale del brand si concentra su due prodotti essenziali pensati per la routine quotidiana: una crema contorno occhi e un siero protettivo, studiati per restituire luminosità ed equilibrio all’epidermide. Attualmente Navira si trova nella fase di validazione finale ed è impegnata nell’esecuzione dei test clinici sui prodotti finiti in collaborazione con una casa farmaceutica. Il rilascio effettivo sul mercato dell’intera linea commerciale è programmato per il prossimo mese di ottobre.

Il finanziamento del PNRR
Il contributo economico fondamentale per l’avvio e la nascita dell’impresa rientra tra nel Bando Borghi che ha visto sette progetti finanziati nel territorio comunale. L’intervento fa capo al progetto sostenuto dall’Unione Europea – NextGenerationEU, nell’ambito della sottomisura del PNRR MIC3 – Misura 2 “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”, Investimento 2.1: “Attrattività dei borghi storici”, Linea B, istituita per dare supporto ai progetti locali di rigenerazione culturale e sociale dei piccoli borghi storici italiani.
Le collaborazioni scientifiche
Il lungo percorso di ricerca e sviluppo è stato condotto attraverso la creazione di una rete strutturata di collaborazioni scientifiche e industriali dislocate su tutto il territorio nazionale. Gli studi sulle proprietà biochimiche dell’estratto hanno unito aziende specializzate attive da Udine fino al centro Italia. Le analisi di massa sul riccio della castagna Roscetta sono state eseguite in sinergia con i ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila e con l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che ha certificato scientificamente il potenziale dei principi attivi della pianta.




