Canistro. I fondi della Linea C del bando Borghi, promosso dal Ministero della Cultura nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, hanno portato importanti novità nell’economia della Valle Roveto. Nel Comune di Canistro sono sette le realtà aziendali che hanno ottenuto il finanziamento ministeriale, mirato a salvaguardare e rigenerare il tessuto economico, produttivo e sociale del territorio attraverso progetti di innovazione e sostenibilità.

I fondi per la diversificazione aziendale
Tra i beneficiari della misura figura l’azienda agricola Funghi e Tartufi d’Abruzzo, una realtà imprenditoriale storica che ha utilizzato le risorse pubbliche per avviare una radicale diversificazione del proprio modello di business. Grazie al contributo del Pnrr, la struttura ha realizzato un nuovo chalet in legno destinato a ospitare uno shop per la vendita diretta, uno spazio per le degustazioni e un laboratorio per la smielatura, affiancando agli investimenti strutturali anche un potenziamento dell’efficienza energetica attraverso l’installazione di un impianto fotovoltaico.
“Questo progetto ci ha dato lo slancio decisivo per aprirci all’accoglienza dei privati, alle degustazioni e alle visite aziendali esperienziali”, ha spiegato Patrizia Schedel, che gestisce l’attività insieme al marito Moha, “oggi proponiamo la raccolta di funghi e tartufi vissuta direttamente a contatto con la natura. In passato eravamo una realtà focalizzata sulla vendita all’ingrosso e ai supermercati; ora ci stiamo diversificando anche verso il dettaglio”.

Dal legame con il territorio alla svolta multietnica
La storia dell’azienda affonda le radici negli anni Settanta, quando il fondatore Otello Schedel, noto come “Giovanni”, lasciò l’edilizia per dedicarsi alla funghicoltura a Roma, diventando in breve tempo un punto di riferimento nel centro-sud Italia con la sigla Schemar. Il legame con Canistro nacque nel 1980, con il subentro nella gestione della Valle Roveto Funghi. Successivamente, a metà degli anni Novanta, la figlia Patrizia scelse di stabilirsi definitivamente in Abruzzo insieme al marito Moha, originario di Midelt, in Marocco, giunto a Roma nel 1986 per completare gli studi in Medicina militare alla Sapienza. Dalla loro unione, nata proprio lavorando nelle strutture di nonno Otello, ha preso vita un modello di famiglia multietnica e un’attività agricola che dal 2005, con la prima serra per gli champignon, non ha mai smesso di crescere.

Nuovi canali commerciali e sostenibilità
I fondi europei intercettati tramite il bando del Mic rappresentano un salto di qualità per l’azienda della Valle Roveto, permettendo di intercettare i flussi del turismo sostenibile e di accorciare la filiera commerciale, massimizzando il valore aggiunto sul territorio attraverso l’interazione diretta con il consumatore finale.
“Abbiamo realizzato un negozio in cui vendiamo i nostri prodotti al dettaglio”, ha concluso Patrizia, “tutto questo è stato possibile grazie a questo finanziamento del progetto Borghi, di cui abbiamo usufruito anche per inserire un’ulteriore integrazione con il fotovoltaico. Il contributo ha coperto sia la realizzazione dello chalet dove accogliamo i visitatori, sia l’investimento nell’energia pulita”.





