L’Aquila. Proseguono a ritmo serrato e nel massimo riserbo le indagini sulla misteriosa scomparsa di due sorelle di 16 e 12 anni, Alisya e Sarah Di Giacinto, svanite nel nulla dalla notte tra sabato e domenica scorsi. Le due minorenni si sono allontanate dalla comunità educativa di Civitella Alfedena, nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo, dove erano ospiti.
I militari della Compagnia di Castel di Sangro, sotto il comando del capitano Giuseppe Testa, stanno vagliando ogni pista. Nelle ultime ore gli investigatori hanno ascoltato un minorenne, fidanzato della sorella maggiore, nel tentativo di raccogliere elementi utili a ricostruire i movimenti delle ragazze.
Il raggio delle ricerche si sta allargando rapidamente oltre i confini regionali. Una delle segnalazioni più accreditate, attualmente al vaglio degli inquirenti coordinati dal Procuratore della Repubblica di Sulmona Luciano D’Angelo, collocherebbe le due sorelle a Frosinone. Resta alta l’attenzione anche sul litorale laziale meridionale, zona di origine della famiglia. La Procura ha intanto aperto un fascicolo ipotizzando il reato di sottrazione di minori.
Il caso ha sollevato forti polemiche in merito ai protocolli di sicurezza della struttura protetta dell’Alto Sangro, dove le minori risiedevano dal 2024. L’edificio è infatti privo di impianti di videosorveglianza e di sistemi di allarme antintrusione.
A rendere lo scenario ancora più critico è la tempistica della segnalazione. Nonostante l’allontanamento sia avvenuto nel cuore della notte, la comunicazione ufficiale della scomparsa ai familiari è giunta soltanto nel primo pomeriggio di domenica.
La permanenza delle due sorelle nelle strutture d’accoglienza andava avanti da ormai sette anni, una misura disposta in seguito alla separazione dei genitori e ai forti conflitti all’interno del nucleo familiare. La vicenda aveva però subìto una svolta importante lo scorso maggio, quando il padre aveva ufficialmente riottenuto la potestà genitoriale. L’uomo, visibilmente scosso, ha subito lanciato accorati appelli pubblici e sporto denuncia per rintracciare le figlie.
Le ricerche continuano senza sosta, supportate anche dalle associazioni territoriali e dai gruppi cinofili, nella speranza di una rapida e positiva risoluzione.




