Avezzano. Un caso che negli ultimi giorni ha scosso l’opinione pubblica potrebbe riservare sviluppi inattesi. Il giovane ventunenne di origine egiziana, arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una ragazza di 16 anni, è stato rimesso in libertà dopo la convalida dell’arresto da parte del giudice.
Una decisione che non cancella le accuse, ancora tutte da verificare nel corso delle indagini e dell’eventuale processo, ma che rappresenta un primo significativo passaggio giudiziario in una vicenda destinata a far discutere. A rompere il silenzio è stato il legale d’ufficio del giovane, l’avvocato Antonello Santilli, che al termine dell’interrogatorio ha lasciato intendere un quadro diverso rispetto a quello emerso nelle prime ore.
“Quando questa mattina mi sono recato all’interrogatorio ho scoperto che la storia è diversa, i due sono amici”, ha dichiarato il legale. Parole che hanno immediatamente acceso l’attenzione su una vicenda ancora tutta da chiarire. Secondo quanto riferito dall’avvocato, tra il ventunenne e la ragazza esisterebbe un rapporto di conoscenza risalente nel tempo. “I due giovani sono amici, si conoscono da tanto. Questa è una storia di inclusione”, ha spiegato il legale, senza però entrare nei dettagli dei fatti contestati.
Una dichiarazione che apre scenari diversi rispetto alla ricostruzione iniziale e che sarà inevitabilmente oggetto di approfondimento nelle prossime fasi dell’inchiesta. Particolarmente significativa la decisione del giudice di non applicare alcuna misura cautelare nei confronti del giovane. “L’autorità giudiziaria ha ritenuto di non adottare alcuna misura”, ha evidenziato il difensore.
Il ventunenne, residente a Tagliacozzo, durante l’interrogatorio ha collaborato con gli inquirenti fornendo la propria versione dei fatti. La vicenda, tuttavia, è tutt’altro che conclusa. Le accuse restano formalmente in piedi e dovranno essere valutate attraverso il percorso giudiziario. Fondamentale sarà l’ascolto della ragazza e l’esame di tutti gli elementi investigativi raccolti dagli inquirenti.
L’avvocato ha preferito non aggiungere ulteriori dettagli, ma tra le righe delle sue dichiarazioni emerge la convinzione che il procedimento possa riservare importanti chiarimenti. La convalida dell’arresto conferma la correttezza dell’intervento immediato dei carabinieri sulla base degli elementi raccolti nell’immediatezza dei fatti. La successiva scarcerazione, invece, evidenzia come il giudice non abbia ritenuto sussistenti le esigenze cautelari necessarie per mantenere il giovane in carcere.
Resta pienamente valido il principio costituzionale della presunzione d’innocenza: il ventunenne dovrà essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. Mentre le indagini proseguono, una cosa appare certa: la verità giudiziaria è ancora tutta da scrivere.


