Avezzano. il senatore del PD Michele Fina ha preso parte al nuovo tavolo di crisi della regione Abruzzo dedicato al sito L-Foundry di Avezzano. In merito alla questione ha dichiarato:
“Ho partecipato anche oggi all’ennesimo tavolo di crisi presso la Regione Abruzzo dedicato al sito L-Foundry di Avezzano, richiesto dalle organizzazioni sindacali per affrontare una situazione che si fa ogni giorno più complessa e preoccupante. Le recenti notizie secondo cui il vertice dell’azienda, Nabeel Gareeb, sarebbe stato sollevato dall’incarico dalla proprietà contribuiscono infatti ad accrescere un clima di forte incertezza sul futuro dello stabilimento e dei suoi lavoratori.”
“Siamo di fronte a una condizione sempre più indefinita rispetto alla direzione che l’azienda intende intraprendere. Continua a mancare un piano industriale capace di delineare in modo chiaro, trasparente e credibile le prospettive produttive e occupazionali del sito di Avezzano. In un quadro così nebuloso, la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori è del tutto comprensibile anche alla luce di una contrazione della produzione che oggi si attesta al 10% della capacità aziendale: una situazione grave che merita la massima attenzione e sensibilità da parte di tutte le istituzioni coinvolte.” ha continuato Fina.
“Il tavolo di oggi ha avuto un carattere interlocutorio, ma è stato utile per mettere a fuoco alcune priorità irrinunciabili. Tra queste vi è innanzitutto la tutela dei diritti di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, sia diretti sia somministrati, che deve rappresentare un punto fermo dell’intera vertenza. Tuttavia, in assenza di un confronto diretto con l’azienda sui tavoli ministeriali, finalizzato a comprendere chi assumerà la guida aziendale e quali siano le reali intenzioni della proprietà rispetto al sito marsicano, ogni discussione rischia di rimanere priva di effetti concreti.” aggiunge il senatore.
“Per questa ragione, al termine dell’incontro, ho inviato una comunicazione ufficiale alla sottosegretaria Fausta Bergamotto, anche per rafforzare e sostenere in modo trasversale la richiesta che l’assessora regionale Tiziana Magnacca si è impegnata a rivolgere al Governo affinché venga convocato nel più breve tempo possibile un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. In quella sede chiederemo alla proprietà di fornire risposte puntuali alle legittime domande poste dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali sul presente e sul futuro di L Foundry.” aggiunge.
“Uno dei temi centrali della vertenza riguarda certamente la formazione, come ribadito anche oggi dal sindacato. Al 31 dicembre 2026 scadranno infatti i contratti con le agenzie interinali e gli impegni assunti dall’azienda con la Regione Abruzzo, relativi all’avvio nel 2027 di nuove produzioni e nuovi prodotti, rendono indispensabile l’attivazione già nelle prossime settimane di percorsi di formazione e reskilling. Se ciò non dovesse avvenire, sarebbe il primo segnale concreto che le prospettive industriali non sono quelle annunciate e che gli impegni assunti dall’azienda rischiano di rimanere lettera morta. Di fronte a uno scenario tanto delicato non possiamo escludere alcuna soluzione utile a salvaguardare occupazione, competenze e capacità produttiva. Per questo ritengo che debba essere valutata l’ipotesi già discussa nei mesi scorsi di un ingresso in equity dello Stato nell’azienda. Quello dei semiconduttori è un settore strategico, in forte sviluppo a livello globale, e rappresenta un asset fondamentale per l’Italia e per l’Europa nell’attuale contesto internazionale.” prosegue Fina.
“Nella lettera inviata alla sottosegretaria Bergamotto ho confermato la mia piena disponibilità a continuare a seguire questa vicenda e ho assicurato sin d’ora la mia presenza al prossimo tavolo ministeriale, che auspico venga convocato ad horas. Le lavoratrici e i lavoratori di Avezzano meritano risposte chiare, tempi certi e una prospettiva industriale credibile.” Conclude in nota il Senatore PD Michele Fina.




