Avezzano. La Marsica è stata scenario di un’importante esercitazione sismica denominata “Exe Sisma Avezzano” promossa da tecnici e specialisti del settore. L’iniziativa ha visto impegnato sul campo il Gruppo Operativo Sismiko dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, una struttura fondamentale per la gestione delle emergenze che ha il compito di installare e gestire stazioni sismiche temporanee da affiancare alla rete permanente durante le crisi sismiche.
La scelta della Marsica non è stata casuale. L’area è caratterizzata da un’elevata pericolosità sismica ed è tristemente nota per il catastrofico terremoto del 13 gennaio 1915, un evento di magnitudo Mw 7.0 e intensità pari all’undicesimo grado della scala Mercalli. L’addestramento rientra nelle attività del “Progetto Centro Italia Dl50”, un piano strategico mirato a potenziare le infrastrutture di monitoraggio, acquisire nuova strumentazione di ultima generazione e ottimizzare le capacità di intervento del personale scientifico.
Le operazioni hanno coinvolto circa 60 professionisti dell’Ingv tra tecnici, ricercatori e tecnologi provenienti da diverse sedi d’Italia, supportati dal Servizio di Reperibilità della Rete Sismica Mobile di Roma. Le squadre hanno simulato l’intero ciclo di gestione di una crisi: dopo una prima fase di formazione e configurazione dei dispositivi in sede, si sono spostate sul territorio per installare i prototipi di stazioni portatili in diversi contesti ambientali, dai centri abitati alle zone rurali più isolate.
Nonostante le condizioni meteorologiche avverse che hanno reso il lavoro più complesso, l’integrazione tra le attività sul campo e il monitoraggio da remoto del flusso dei dati attraverso applicativi cloud Gis ha permesso di verificare con successo la rapidità di risposta e le procedure operative. Al termine dell’installazione e della successiva fase di recupero degli strumenti, i partecipanti hanno effettuato un debriefing per analizzare i risultati ottenuti.
L’esercitazione si è conclusa con un’escursione scientifica focalizzata sulle faglie attive del territorio. Gli esperti hanno effettuato sopralluoghi mirati tra il borgo medievale di Alba Fucens e la Cava di Venere, in località Gioia dei Marsi, per osservare da vicino le evidenze geologiche in superficie e i segni dei processi sismotettonici che caratterizzano la regione marsicana.




