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Il liceo Scientifico “Vitruvio” alla conferenza finale del Premio Nazionale Benedetto Croce

Redazione Abruzzo di Redazione Abruzzo
23 Maggio 2026
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Avezzano. Giovedì 21 Maggio, il Liceo Scientifico “Vitruvio” di Avezzano ha partecipato, con le classi 3^D e 4^E, alla conferenza finale della XXI Edizione del Premio Nazionale Benedetto Croce presso la Sala Ipogea a Palazzo dell’Emiciclo e l’Auditorium GSSI di L’Aquila. 

Gli studenti, a conclusione del percorso che li ha visti protagonisti come giuria popolare per la sezione narrativa del Premio, hanno avuto la possibilità di condividere, con giovani provenienti da tutta Italia, un’esperienza che lascia il segno. 

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Ragazzi e ragazze di varie regioni si sono ritrovati uniti non da un obbligo scolastico, ma dalla voglia di avvicinarsi alla cultura e al mondo dei libri come protagonisti e in maniera coinvolgente.

Nel corso della conferenza hanno potuto ascoltare dal vivo l’intervento di personalità di spicco del panorama letterario e culturale italiano come Dacia Maraini, che è riuscita a trasmettere loro la sensazione di far parte di qualcosa di autentico, una comunità che condivide la stessa passione per la lettura. 

Leggere significa rimanere umani, essere consapevoli, per imparare a dialogare e a conoscere per condividere; la “pausa lettura”, ormai esperienza rara di evasione e di intrattenimento, è necessaria ad una generazione, la nostra, che corre alla velocità del digitale, catturata solo dal ritmo incalzante dello schermo.

Leggere significa allenare il pensiero critico, insegna alle nuove generazioni quanto importante sia elaborare ed esprimere un’opinione con un proprio punto di vista, che contribuisca a diffondere la cultura, terreno fertile per la democrazia, l’unico vero anticorpo contro l’indifferenza.

Il libro non è qualcosa di polveroso ma è uno strumento di coesione sociale, capace di superare le barriere; pertanto leggere significa raggiungere un “obiettivo di civiltà” atto a promuovere un processo di rigenerazione culturale, una pratica sociale di incontro, di coesione e di aggregazione per rinsaldare legami lì dove l’isolamento e la marginalità impediscano la socialità.

I ragazzi e le ragazze tornano a casa con la certezza che la cultura non è un concetto vecchio, polveroso e troppo distante dal loro mondo così veloce e istantaneo, ma una passione che contribuisce a restituire memoria, progresso, condivisione e concretezza proprio come è successo alla città di L’Aquila, Capitale della Cultura 2026.

Gli studenti vitruviani sono stati accompagnati dalle docenti Florinda Alfonsi e Giulia Gallese.

Si ringrazia la D.S., prof.ssa Nicolina Tania Ulisse per la sensibilità dimostra ad aventi di alta formazione culturale.

 

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