Ortucchio. La Libera Università dei Marsi, Presidente Loreta Martellone, Associazione no-profit, è stata fondata di recente da alcuni cittadini dei Comuni di Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi e Ortucchio. La finalità principale dell’evento è la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle tematiche legate alla tutela, conservazione, valorizzazione e fruizione, per fini culturali, didattici e turistici, del patrimonio minerario e geologico italiano. All’iniziativa collaboreranno i Comuni Fondatori di Gioia dei Marsi, Lecce nei Marsi e Ortucchio, con il contributo del Centro Studi Oriente Marsicano (C.S.O.M.), del Gruppo di Ricerca Archeologica Industriale Majella (G.R.A.I.M.), dell’E.R.C.I. Team Onlus-APS e del CEA – Centro Natura Marsica.
Le miniere di bauxite di Lecce nei Marsi sono inserite nell’Inventario Nazionale dei Geositi con la denominazione “Cava di bauxite presso Lecce nei Marsi – La Cicerana”, la cui scheda le descrive come geosito «… di interesse scientifico a livello nazionale non solo per le sue caratteristiche geologiche ma anche per le sue valenze geomorfologiche, storico-minerarie, turistiche ed escursionistiche. Dal punto di vista geomorfologico, questo paesaggio di alta quota è rappresentativo per la presenza di forme carsiche, sia epigee che ipogee, che testimoniano la complessità dell’evoluzione geomorfologica di quest’area. Da segnalare una serie di cavità carsiche ipogee (grotte) di diversa tipologia e dimensione; tra le più importanti, si citano la Grotta Valle delle Vacche, Pozzo della Cicerana. Il sito ha una rilevanza storico-mineraria, per la presenza dei giacimenti di bauxite in località Mandrilli, sul versante occidentale del Monte Turchio, legati a una storia ed a una tradizione importanti (ISPRA-CARG: Foglio 378 1/50,000; Mastrostefano, 2009). La storia mineraria legata a questo geosito, nonché all’intera penisola italiana, costituisce un patrimonio di dati scientifici ed un nucleo di potenzialità divulgative, culturali e turistiche enormi. I siti minerari rappresentano la sintesi di patrimonio naturale, culturale, paesaggistico, archeologico, storico-artistico ed industriale. Con la fine del secolo scorso si è praticamente conclusa l’epoca dello sfruttamento dei giacimenti minerari lasciando sul territorio un’ampia e diffusa articolazione di documentazioni legate all’attività minerarie che rappresentano un patrimonio di archeologia industriale e di paesaggio unici. Le miniere possono costituire, dunque, un formidabile volano per lo sviluppo di un turismo sostenibile sull’intero territorio minerario…».
Aprirà i lavori Roberto Mastrostefano, membro della Libera Università dei Marsi e del Centro Studi Oriente Marsicano, promotore dell’incontro, che illustrerà la storia delle miniere marsicane e le prospettive di recupero culturale e turistico dei siti.
Seguiranno gli interventi di Antonella Salomone e Gabriele La Rovere del Gruppo di Ricerca di Archeologia Industriale della Marsica (GRAIM), con approfondimenti dedicati allo stato attuale delle miniere abbandonate, alle nuove acquisizioni scientifiche e alle prospettive future di valorizzazione.
Luciano Gubiotti (GRAIM) interverrà invece sugli aspetti normativi e sugli strumenti per la tutela e valorizzazione dei siti minerari.
Le antiche miniere di bauxite rappresentano un’opportunità di sviluppo turistico. I sacrifici di minatori marsicani che per anni hanno scavato senza sosta per dare un futuro migliore alle loro famiglie potrebbero diventare uno scenario rievocativo per un percorso storico e naturalistici.
“Oggi abbiamo la possibilità di far rivivere la zona delle miniere – sottolinea Roberto Mastrostefano – non attraverso nuove attività estrattive, ma mediante iniziative culturali, ambientali e turistiche capaci di restituire memoria e prospettiva a questi luoghi. Il Sentiero della Bauxite rappresenta uno degli anelli di connessione della più ampia rete territoriale della Via dei Marsi.”
L’iniziativa si inserisce in un percorso di crescente attenzione verso la valorizzazione integrata del patrimonio ambientale, storico e culturale marsicano, in coerenza con le strategie europee e UNESCO per le aree interne, il turismo sostenibile e le infrastrutture verdi territoriali.




