Avezzano. Svolta nell’inchiesta “Red Gold”. Il Tribunale del Riesame dell’Aquila, competente per le impugnazioni delle misure cautelari reali, ha disposto il dissequestro dei beni finiti sotto vincolo nell’ambito dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Pescara, accogliendo le istanze della difesa degli indagati. Restano invece escluse dal provvedimento le autobotti utilizzate per il trasporto del carburante, per le quali il vincolo è rimasto in essere.
Il collegio, presieduto dal giudice Giuseppe Romano Gargarella, si era riservato la decisione al termine dell’udienza del 30 aprile, celebrata in camera di consiglio, relativa alla richiesta di riesame presentata contro il decreto di perquisizione e sequestro emesso nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano, guidata da Maurizio Maria Cerrato.
Al centro del confronto, la tenuta dell’impianto cautelare reale costruito dagli inquirenti. La difesa, rappresentata dagli avvocati Pasquale Milo, Michela Di Cristoforo e Massimiliano Zitti, ha sostenuto in aula l’assenza di sufficienti indizi in grado di dimostrare che i beni sequestrati fossero provento dell’attività illecita contestata. In particolare, è stato evidenziato come molti degli acquisti oggetto di sequestro risultino risalenti nel tempo e non riconducibili, allo stato, alle condotte ipotizzate dall’accusa.
I legali hanno inoltre posto l’attenzione su diversi profili di impugnazione del provvedimento adottato dai militari della Guardia di Finanza, ritenuti meritevoli di rivalutazione da parte del giudice del riesame. Una linea difensiva che ha trovato accoglimento, almeno in parte, con la decisione di disporre il dissequestro dei beni.
Elemento rilevante emerso nel corso dell’udienza è stata la scelta della difesa di rinunciare espressamente, a verbale, alla richiesta di dissequestro delle quattro autobotti. Una decisione non secondaria, motivata dalla volontà di mantenere il vincolo su tali mezzi per consentire ogni verifica tecnica e fugare ogni dubbio circa la loro integrità.
Secondo quanto riferito, gli stessi indagati avrebbero dichiarato ai propri difensori che gli automezzi non sarebbero stati oggetto di alcuna manomissione o alterazione. Proprio per questo, la difesa ha ritenuto opportuno non chiedere l’annullamento del sequestro su questo specifico punto, lasciando che gli accertamenti possano proseguire senza ostacoli.
La decisione del Tribunale del Riesame segna dunque un passaggio significativo nella vicenda giudiziaria, incidendo in maniera rilevante sulla misura cautelare patrimoniale disposta in fase iniziale. Resta tuttavia aperto il fronte dell’indagine penale.



