Avezzano. “Il totem multimediale installato all’ingresso del Palazzo di città dovrebbe essere uno strumento al servizio dei cittadini, non l’ennesima vetrina personale del sindaco pro tempore. E invece, ancora una volta, assistiamo a una gestione della comunicazione istituzionale che scivola nell’autocelebrazione e nell’esaltazione dell’io, confondendo il ruolo pubblico con l’interesse politico di parte. Il limite, neanche poi tanto sottile, tra comunicazione dell’attività amministrativa e propaganda ad personam, ancora una volta è stato superato”.
Il candidato sindaco Roberto Verdecchia e il Patto per Avezzano richiamano con forza un principio che dovrebbe essere ovvio in una democrazia matura: le istituzioni appartengono ai cittadini, non a chi le amministra in via temporanea. Utilizzare uno spazio simbolicamente e fisicamente centrale come l’ingresso della casa comunale per costruire una narrazione personale dell’azione della maggioranza in Consiglio rappresenta una scelta profondamente sbagliata, soprattutto in una fase delicata come quella della campagna elettorale.
Non si tratta, però, soltanto di par condicio, che resta un presidio imprescindibile di correttezza democratica: “Qui è in discussione qualcosa di ancora più importante, e cioè il rispetto del confine tra comunicazione istituzionale e propaganda politica. Chi ricopre una carica pubblica ha il dovere di esercitare sobrietà, equilibrio e senso del limite. Non può utilizzare strumenti pubblici per rafforzare la propria immagine personale o consolidare consenso”, scrivono le forze politiche componenti il Patto per Avezzano, la coalizione progressista di centrosinistra che scende in campo alle amministrative di maggio in supporto al candidato sindaco Roberto Verdecchia.
Prosegue il Patto: “Un totem collocato in una posizione strategica, accessibile quotidianamente a cittadini, famiglie e utenti dei servizi comunali, se utilizzato con finalità celebrative, assume la forma di promozione politica autoriferita sostenuta con risorse pubbliche. Ed è proprio questo il punto che non possiamo accettare. I soldi dei cittadini devono servire a migliorare i servizi, a garantire trasparenza, a fornire informazioni utili, non a costruire campagne permanenti di consenso personale”.
“Ecco perché chiediamo con fermezza che il totem venga riportato alla sua funzione originaria, quella cioè di informare in modo neutrale, trasparente e imparziale la collettività. Nessuna propaganda, nessuna autocelebrazione, nessuna personalizzazione del potere politico e amministrativo. Avezzano ha bisogno di istituzioni credibili, non di palcoscenici. Ha bisogno di amministratori che parlino attraverso la qualità delle scelte e la concretezza dei risultati, non attraverso strumenti di propaganda costruiti ad arte e finanziati con i soldi dei contribuenti. Il totem deve essere rimosso al più presto!”, conclude Verdecchia.




