Avezzano. Ad Avezzano, i portici dell’Inps sono da sempre uno dei principali punti di ritrovo per gli studenti delle scuole del circondario, soprattutto prima dell’ingresso in classe. Proprio lì, di fronte al liceo Vitruvio Pollione e nelle vicinanze del liceo Benedetto Croce, e all’istituto tecnico Ettore Majorana, si è verificato un episodio che ha profondamente colpito una cittadina, una madre, che ha deciso di raccontarlo.
“Stamattina sono uscita per prendere la merenda a mia figlia, alla pizzeria sotto i portici vicino all’Inps”, racconta la cittadina. “All’inizio non ho dato peso a quello che vedevo: un gruppo di ragazzi, niente di strano. Ma quando siamo uscite e ho visto un’ambulanza, ho capito che qualcosa non andava”.
“Camminando in mezzo ai ragazzi, ho visto una ragazzina per terra, con il naso rotto, piena di sangue”, prosegue. “È stato uno shock, più che altro per mia figlia”.
“Poco più avanti c’era un gruppetto di ragazzi, di origine extracomunitaria, che fumavano, con un forte odore di marijuana. E lì ho avuto paura. Paura vera”, afferma. “Perché vedere ragazzi che vanno a scuola e si drogano prima ancora di entrare in classe fa riflettere. Fa pensare che qualcosa, da qualche parte, non sta funzionando”.
“Sono una madre. Ho una figlia. E vedere tutto questo mi fa sentire insicura. Mia figlia è rimasta scioccata. E io, in quel momento, ho pensato: “E se un giorno fosse lei lì?””, aggiunge.
“Credo che una città come Avezzano dovrebbe fare di più per la sicurezza”, sottolinea. “Va bene abbellire, va bene inaugurare, ma il valore più grande di una comunità sono i suoi ragazzi. E se i ragazzi crescono così, senza controllo, senza sicurezza, allora vuol dire che abbiamo fallito tutti”.
“Io sono stanca di avere paura. Stanca di guardarmi indietro mentre cammino con mia figlia. Stanca di non sentirmi tranquilla. Questo non è normale. E forse è il momento di parlarne davvero”, conclude.




