Canistro. “Il Comitato per la Tutela delle Acque di Canistro prende atto delle recenti dichiarazioni dell’Amministrazione comunale apparse sulla stampa, nelle quali si ribadisce la volontà di proseguire una “battaglia” sulla gestione del servizio idrico. Tuttavia, appare doveroso chiarire alcuni punti fondamentali”. Ha dichiarato Aleandro Mariani, presidente del Comitato per la Tutela delle Acque di Canistro.
“La linea oggi richiamata dal Comune è esattamente quella che il Comitato ha proposto e sostenuto in questi mesi, attraverso un lavoro serio, articolato e supportato da interlocuzioni qualificate anche a livello nazionale.
Come già formalizzato nella nota trasmessa all’Ente, il percorso possibile è chiaro: non una contrapposizione sterile, ma la riattivazione di un procedimento amministrativo strutturato, fondato sui presupposti previsti dall’art. 147 del D.lgs. 152/2006 e coerente con quanto chiarito dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 164/2026.
È opportuno inoltre ricordare che il Comitato ha sempre sostenuto, fin dall’inizio, un principio preciso: il Comune di Canistro può mantenere una gestione autonoma del servizio idrico solo a condizione di dimostrare concretamente il possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente.
Tale principio è stato ribadito anche dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 164/2026, che ha evidenziato proprio la mancata dimostrazione di tali requisiti da parte del Comune.
Una posizione che, per lungo tempo, non ha trovato riscontro nell’impostazione dell’Amministrazione, che ha lasciato intendere l’assenza di margini operativi, rinviando ogni valutazione a dopo le elezioni e prospettando l’ingresso di un gestore unico nel 2028.
Oggi, invece, si avvia un percorso che va nella direzione già indicata da questo Comitato.
In questi mesi, il Comitato ha svolto un’attività concreta e responsabile:
- ha avviato interlocuzioni con esperti e istituzioni competenti;
- ha individuato soluzioni tecniche e amministrative praticabili;
- ha delineato un percorso chiaro per consentire al Comune di affrontare la problematica in modo efficace e definitivo.
Allo stesso tempo, non si può non evidenziare come alcune attività fondamentali – già individuate negli anni passati – non siano state completate.
Tra queste, la piena attuazione del sistema di misurazione e controllo (contatori e monitoraggi), fermo a circa il 75% di installazione dal 2021, rappresenta uno degli elementi essenziali per dimostrare l’efficienza del servizio.
Alla luce di ciò, sorprende che:
- non vi sia stato alcun coinvolgimento formale del Comitato nelle recenti scelte;
- sia stato nominato un legale senza un confronto con chi, fin dall’inizio, ha lavorato per individuare una soluzione concreta;
- non venga riconosciuto il contributo sostanziale fornito alla definizione della linea oggi richiamata.
Il Comitato ribadisce con chiarezza che non è interessato a visibilità o comunicati stampa, ma esclusivamente ai risultati.
La questione non può essere affrontata con annunci o dichiarazioni, ma richiede atti amministrativi concreti, supportati da dati tecnici, analisi economiche e verifiche puntuali sul sistema idrico.
Per questo motivo, si rinnova con forza la richiesta di:
- attivare un tavolo tecnico operativo;
- condividere il percorso amministrativo da intraprendere;
- garantire trasparenza e coinvolgimento reale della comunità.
Al fine di garantire la massima trasparenza e una corretta informazione alla cittadinanza, il Comitato rende pubblica e condivide integralmente la nota e la proposta operativa già trasmesse al Comune, frutto del lavoro svolto in questi mesi.
Si invita pertanto l’Amministrazione comunale a procedere alla pubblicazione integrale della documentazione, al fine di evitare interpretazioni parziali e consentire ai cittadini di conoscere con chiarezza il contenuto delle proposte avanzate e il percorso amministrativo individuato.
Il Comitato resta disponibile fin da subito a collaborare in modo serio e costruttivo, nella consapevolezza che il tempo delle dichiarazioni deve lasciare spazio a quello delle decisioni.
Pertanto, si resta in attesa della convocazione del tavolo tecnico da parte del Comune, quale sede concreta per lavorare insieme alla risoluzione della problematica”.




