Avezzano. Giornate della Cultura classica e solidarietà. Non solo parole, né semplici riflessioni teoriche. Al Liceo Classico Torlonia-Croce di Avezzano, le Giornate della cultura classica 2026 hanno superato i confini del dibattito per tradursi in un gesto tangibile: una raccolta alimentare destinata alla Caritas di Avezzano.
Il tema scelto, “Humani maneamus”, non è rimasto confinato tra i banchi o nelle discussioni accademiche. Al contrario, ha preso forma in un’iniziativa concreta che ha coinvolto l’intera comunità scolastica, studenti, insegnanti e personale Ata, chiamata a rispondere a bisogni reali del territorio.
L’iniziativa si inserisce in un contesto sociale sempre più segnato da fragilità diffuse, in cui il ruolo della Caritas rappresenta un punto di riferimento essenziale per numerose famiglie in difficoltà. In questo scenario, il contributo del liceo assume un valore che va oltre il simbolo: è parte di una rete di solidarietà viva, fatta di interventi quotidiani, ascolto e sostegno concreto.
Non si tratta di un episodio isolato, ma di un esempio significativo di come la scuola possa aprirsi alla città e dialogare con essa in modo attivo. Ciò che colpisce, in questo caso, è la perfetta coerenza tra il percorso culturale proposto e l’azione intrapresa.
Il messaggio lanciato è chiaro: “restare umani” significa riconoscere l’altro, coglierne il bisogno e scegliere di non restare indifferenti. Un insegnamento che supera i programmi scolastici e diventa esperienza concreta, capace di lasciare un segno duraturo.
A raccontarlo sono gli stessi studenti. Tra loro, Ruben De Foglio, rappresentante d’istituto, sottolinea il valore formativo dell’iniziativa:
“Questa esperienza ci ha resi più consapevoli del ruolo sociale della scuola. Ringraziamo i docenti, il personale Ata e la Caritas diocesana per aver sostenuto il progetto. Abbiamo capito che ciò che studiamo acquista senso quando viene messo al servizio degli altri”.
Parole che testimoniano un percorso di crescita autentico, in cui la conoscenza si intreccia con la responsabilità. Il progetto ha infatti saputo unire generazioni diverse all’interno della scuola, creando un obiettivo condiviso e rafforzando il senso di comunità.
Da Avezzano arriva così un segnale forte: la scuola non è soltanto luogo di apprendimento, ma può diventare spazio di cittadinanza attiva, laboratorio di valori e palestra di solidarietà.




