Al Vinitaly, tra le eccellenze del padiglione Abruzzo, spicca la proposta di Franco D’Eusanio e dell’azienda Chiusa Grande. Al centro dell’attenzione c’è un vino che sfida le convenzioni, caratterizzato da un profilo sensoriale unico e da una filosofia che mette al primo posto l’esperienza emotiva di chi lo degusta.
“La cosa interessante di questo vitigno è che ha tannini molto delicati”, spiega D’Eusanio illustrando le caratteristiche tecniche che rendono il prodotto così versatile. Proprio per questa sua natura gentile, l’azienda propone un approccio al servizio fuori dagli schemi per un rosso: “Lo proponiamo da bere fresco, più o meno quasi come un bianco, diciamo come un rosato”. Questa particolarità permette abbinamenti ampi che spaziano “sia con la carne che con il pesce”, rendendolo adatto a diverse occasioni di consumo.
Ciò che distingue ulteriormente la visione di Chiusa Grande è la scelta comunicativa riportata in etichetta. D’Eusanio ha deciso di superare i classici tecnicismi per parlare direttamente al cuore del consumatore. “Nella retroetichetta, invece di riportare temperatura di servizio e abbinamento consigliato, noi mettiamo il viaggio emozionale che farai degustando il vino”, afferma il produttore.
Un viaggio che viene descritto con parole quasi poetiche, che D’Eusanio ama citare: “Sono Majolica, un autoctono fruttato, e strego l’anima accarezzando il palato. Lego facilmente con afflato, ma ad ognuno concedendo l’inaspettato. Servito freddo, riduco in schiavitù coloro che m’hanno assaggiato”.
In un contesto climatico che vede estati sempre più lunghe, la scelta di un rosso da servire fresco si rivela quanto mai attuale. “È chiaro che un vino rosso che si può bere freddo, ma non come forzatura, che veramente va bene bevuto freddo, è particolarmente utile”, sottolinea D’Eusanio. In una regione come l’Abruzzo, dominata dal prestigioso Montepulciano, Chiusa Grande sceglie così di offrire un’alternativa più immediata e “facile da bere”, senza però rinunciare alla statura di un grande vino.




