Avezzano. La Passione di Cristo tra fede e antiche tradizioni: il Venerdì Santo ad Avezzano, Tagliacozzo e Scurcola Marsicana.
Il Venerdì Santo ha riportato nelle strade della Marsica una delle espressioni più profonde della fede popolare. Ad Avezzano, Tagliacozzo e Scurcola Marsicana, le processioni del Cristo morto hanno scandito la giornata con riti antichi, percorsi simbolici e una partecipazione intensa delle comunità locali.
Ad Avezzano il Venerdì Santo si è sviluppato lungo l’intero arco della giornata liturgica. Il primo momento centrale si è svolto nella Cattedrale dei Marsi, dove alle ore 16 si è tenuta l’“actio liturgica” della Passione, presieduta dal vescovo della diocesi.
Ma il momento più atteso è arrivato in serata. Alle 19, la processione del Cristo morto è partita dalla Chiesa di San Giovanni, punto di riferimento storico della tradizione cittadina.
Il corteo si è snodato lungo un percorso ben definito che ha attraversato il cuore urbano: piazza Castello, via Roma, via Corradini, corso della Libertà, piazzale della stazione, via Garibaldi e via XX Settembre, per poi fare ritorno al punto di partenza.
Protagonista dell’organizzazione è stata la confraternita legata alla chiesa di San Giovanni, custode di una tradizione che si rinnova ogni anno. Il passaggio del simulacro del Cristo morto, accompagnato dalla Vergine Addolorata, è avvenuto in un clima di silenzio quasi assoluto, rotto soltanto dai canti penitenziali e dalle marce funebri. Un momento di raccoglimento che ha visto la partecipazione di migliaia di fedeli.
A Tagliacozzo il Venerdì Santo si distingue per la presenza di due momenti processionali distinti, che rievocano in modo completo il dramma della Passione.
Nel pomeriggio, intorno alle 15:30, ha preso avvio la Via Crucis dalla Chiesa di San Pietro, nella zona dell’“Alto la Terra”, il nucleo più antico del borgo.
Questo percorso ripercorre simbolicamente le 14 stazioni del Calvario, in una tradizione che affonda le sue radici nel XVIII secolo, legata alla predicazione di San Leonardo da Porto Maurizio.
La sera, invece, si è svolta la processione più solenne. Il corteo è partito dalla Chiesa della Misericordia, sede dell’antica confraternita degli incappucciati.
Da qui hanno preso vita le suggestive statue del Cristo morto e della Madonna Addolorata, risalenti al XVIII secolo, che vengono portate in processione tra le vie del centro storico fino a piazza dell’Obelisco, attraversando scorci medievali illuminati da fiaccole.
Una particolarità di Tagliacozzo è la visita alle chiese lungo il percorso, che trasforma la processione in un vero itinerario spirituale cittadino, oltre che in una rappresentazione fortemente scenografica.
A Scurcola Marsicana il Venerdì Santo conserva un carattere ancora più raccolto e legato alle tradizioni locali.
La processione del Cristo morto, ha coinvolto l’intero borgo con un percorso che ha richiesto anche modifiche alla viabilità cittadina per consentire lo svolgimento del rito, suggestivo e antichissimo. Elemento distintivo è la presenza delle confraternite e dei penitenti, spesso con abiti tradizionali, che accompagnano il corteo lungo un itinerario che tocca alcune delle chiese più importanti del paese.
Tra queste spiccano: la Chiesa della Santissima Trinità, chiesa madre del borgo risalente al XVI secolo; la Chiesa di Sant’Egidio, una delle più antiche della Marsica, con origini medievali; la Chiesa di Santa Maria della Vittoria, santuario legato alla storia del territorio.
Il passaggio tra queste chiese richiama simbolicamente la tradizione della “visita ai sepolcri” e delle sette chiese, molto radicata nella pietà popolare.
Le celebrazioni del Venerdì Santo si inseriscono in una tradizione più ampia della religiosità abruzzese, dove le processioni del Cristo morto rappresentano uno dei momenti più intensi dell’anno liturgico.
Ad Avezzano, Tagliacozzo e Scurcola Marsicana, questi riti continuano a unire elementi liturgici e popolari: il silenzio, le luci soffuse, i canti antichi e il coinvolgimento delle confraternite.













