Avezzano. “Ancora una figuraccia da parte del sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio che, come spesso gli accade, nel tentativo di zittire chi si oppone alla sua gestione arrogante e personalistica della città e del Consiglio comunale, aveva denunciato il nostro consigliere Goffredo Taddei, reo – a suo dire – di averlo diffamato con un’intervista rilasciata alla testata online Site.it”, afferma Forza Italia Avezzano.
“Come apparso da subito, e come è stato confermato dal recente decreto del Tribunale di Avezzano, non solo le dichiarazioni rilasciate da Taddei, professionista di comprovata esperienza, correttezza e competenza, erano veritiere, ma trovavano altresì fondamento nella rilevanza pubblica e nel pieno diritto dell’esercizio della critica politica e della libertà di espressione sancita dalla Costituzione”, prosegue Forza Italia Avezzano.
“Nel corso di una seduta consiliare nell’autunno del 2023, Taddei aveva sollevato criticità riguardanti la partecipazione del sindaco a un’assemblea dei soci del CRUA – Consorzio di Ricerca Unico d’Abruzzo – (ex Crab) durante la quale avrebbe preso parte alla votazione del bilancio, nonostante il Comune di Avezzano non risultasse più socio del Consorzio dal 2020”, sottolinea Forza Italia Avezzano.
“La questione era emersa in occasione dell’approvazione del bilancio consolidato nell’ottobre 2023, documento che includeva i dati delle società partecipate dell’ente. In tale sede era stata sollevata un’eccezione relativa alla presenza di verbali del CRUA, ente che non rientrava tra le partecipazioni comunali a seguito della delibera di uscita adottata nel gennaio 2020 dall’allora commissario prefettizio”, aggiunge Forza Italia Avezzano.
“Secondo quanto riportato nei verbali del Consorzio, il sindaco avrebbe dunque preso parte a un’assemblea, sembra arrivando a votare – senza alcun titolo – il bilancio e dichiarando di aver sottoscritto un atto volto ad annullare la precedente delibera di uscita del Comune. Circostanza successivamente smentita dallo stesso sindaco, che ha negato di aver firmato tale provvedimento”, evidenzia Forza Italia Avezzano.
“Nel dibattito consiliare sono state espresse critiche circa la legittimità della partecipazione e la correttezza dell’operato, evidenziando possibili profili di irregolarità e una gestione ritenuta non adeguata al ruolo istituzionale ricoperto. Tutto questo è bastato affinché l’irato sindaco querelasse il nostro consigliere”, rimarca Forza Italia Avezzano.
“Ma il recente provvedimento di archiviazione del GIP del Tribunale di Avezzano ristabilisce la verità dei fatti: nessuna menzogna, nessuna diffamazione, solo legittima critica politica”, continua Forza Italia Avezzano.
Anche il consigliere comunale di opposizione Goffredo Taddei interviene sulla decisione dell’Autorità giudiziaria che ha disposto l’archiviazione della querela presentata dal sindaco Giovanni Di Pangrazio.
“Accolgo con soddisfazione la decisione dell’Autorità Giudiziaria di archiviare la querela presentata dal sindaco Di Pangrazio nei miei confronti in quanto la notizia di reato è infondata”, afferma Goffredo Taddei.
“Questo provvedimento conferma il modus operandi del primo cittadino: se l’opposizione alla sua gestione patronale della Città non si può zittire con un incarico retribuito o con qualche improbabile promessa elettorale, allora si ricorre allo strumento giudiziario per intimidire chi svolge il proprio ruolo istituzionale; tentativo che oggi è stato chiaramente respinto”, prosegue Taddei.
“A causa della querela del sindaco, dal novembre 2023 ad oggi il sottoscritto ha dovuto sopportare di essere indagato per un reato previsto dal Codice Penale con tutte le incombenze ed i disagi che tale condizione comporta, e cioè essere sottoposto a interrogatorio da parte della polizia giudiziaria, nominare un difensore, redigere atti, ecc.”, sottolinea Taddei.
“E ciò soltanto per aver esercitato legittimamente il ruolo di Consigliere comunale di opposizione con senso di responsabilità, nell’interesse esclusivo della comunità e nel rispetto dei principi di trasparenza e controllo democratico; il tutto ovviamente nell’assordante e compiacente silenzio dei Consiglieri Comunali di maggioranza”, aggiunge Taddei.
“Ho deciso di non chiedere al sindaco un congruo risarcimento per danni morali, come avrei potuto e come meriterebbe, poiché così facendo mi metterei alla sua stregua e ciò, per me, sarebbe ancora più insopportabile della querela ricevuta”, evidenzia Taddei.
“Ritengo che questa vicenda debba far riflettere sull’importanza di mantenere il dibattito pubblico su un piano politico e istituzionale, evitando derive che rischiano di comprimere la libertà di espressione e il ruolo delle minoranze”, conclude Taddei.




