Avezzano. Avezzano, visita del Vescovo Giovanni all’ospedale: preghiera, vicinanza e auguri di Pasqua.
Un momento di intensa spiritualità e umanità quello vissuto presso l’ospedale di Avezzano, dove il Vescovo Giovanni si è recato in visita questa mattina. Il Presule, accompagnato dal sostituto Direttore, Dott.ssa Francesca Di Donna e dal cappellano don Fredrik Alorbu, ha voluto condividere, in prossimità della Pasqua, un tempo di preghiera all’interno di alcuni reparti del nosocomio, incontrando pazienti, medici, infermieri e operatori sanitari, portando a tutti un messaggio di speranza e vicinanza.
La visita si è svolta in un clima di raccoglimento e partecipazione, segnato da gesti semplici ma profondi: una parola di conforto per chi soffre, un sorriso, una benedizione. Il Vescovo ha rivolto in particolare ai malati, definiti “fratelli e sorelle nella prova”, l’augurio di una Santa Pasqua, capace di portare luce anche nei momenti più difficili.
Non è mancato un sentito ringraziamento a tutto il personale sanitario, quotidianamente impegnato in prima linea nella cura e nell’assistenza. Il Presule ha sottolineato come il loro lavoro rappresenti non solo una professione, ma una vera e propria missione, fatta di competenza, dedizione e profonda umanità.
Nel suo intervento, ispirato al Vangelo dei discepoli di Emmaus, il Vescovo ha proposto una riflessione particolarmente significativa per il contesto ospedaliero. Ha paragonato il cammino dei due discepoli al continuo via vai che caratterizza luoghi come l’ospedale: un intreccio di storie, attese e sofferenze, spesso vissute con il cuore appesantito.
Eppure, proprio in questa realtà segnata dalla fragilità, si fa presente – ha ricordato – una compagnia discreta ma reale: quella di Cristo, che cammina accanto a chi soffre e a chi si prende cura degli altri. Una presenza che si manifesta nei gesti concreti di attenzione, nella professionalità unita all’umanità e nella dedizione silenziosa degli operatori sanitari.
Il Vescovo ha quindi ribadito il valore del servizio svolto ogni giorno da medici, infermieri e personale, definendolo segno tangibile di prossimità e speranza. Allo stesso tempo, ha rivolto un pensiero speciale ai pazienti, spesso segnati da paura, dolore e incertezza, assicurando loro la preghiera e la vicinanza della comunità.
Il messaggio pasquale, ha concluso, invita a credere che anche nelle situazioni più buie possa accendersi una luce nuova: una speranza capace di rimettere in cammino, proprio come accadde ai discepoli di Emmaus. L’augurio finale è stato che questa Pasqua porti consolazione a chi soffre, forza a chi cura e fiducia a tutti, affinché ogni gesto di cura possa diventare segno concreto di una presenza che accompagna e sostiene.




