Avezzano. Il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia Abruzzo, senatore Etelwardo Sigismondi, interviene in merito alle elezioni comunali di Avezzano e lo fa per commentare la posizione del Partito Democratico alla luce anche dei risultati del referendum costituzionale.
“In queste ore abbiamo visto i rappresentanti del Partito Democratico e dell’intero centrosinistra affrettarsi a sostenere che il risultato del referendum costituzionale avrebbe sancito la ricomposizione della loro coalizione, rappresentando l’avvio della costruzione di una proposta politica unitaria alternativa al centrodestra, arrivando persino a ipotizzare lo svolgimento di primarie di coalizione”, ha affermato, “eppure, come spesso accade, le contraddizioni interne al centrosinistra – e in particolare al Partito Democratico – emergono nel giro di poche ore. A dimostrarlo chiaramente è quanto sta accadendo ad Avezzano, dove proprio oggi il coordinatore regionale del Partito Democratico, Daniele Marinelli, ha annunciato in un’intervista l’appoggio, alle prossime elezioni comunali, al sindaco uscente: una ricandidatura già sostenuta da mesi da Lega e UDC”.
Secondo Sigismondi si tratta “di una scelta che sorprende ancora di più se si considera che solo pochi giorni fa lo stesso Marinelli, rispondendo a una mia domanda durante una trasmissione televisiva, aveva assicurato la presenza del simbolo del Partito Democratico ad Avezzano, cosa che invece non accadrà. Il segretario regionale del Pd compie, dunque, una clamorosa retromarcia e oggi tenta, attraverso l’intervista, di spiegare a elettori e militanti le ragioni per cui, nella seconda città della provincia dell’Aquila, il suo partito non presenterà il simbolo e non sosterrà un candidato di sinistra insieme al resto del cosiddetto “campo largo” (candidatura e coalizione sostenute dal leader del centrosinistra in Regione, Luciano D’Amico)”.
Il senatore meloniani ha ricordato che “aarchiviati con sorprendente rapidità i propositi unitari sbandierati nel post-referendum, il coordinatore regionale del PD abruzzese – dovendosi arrampicare sugli specchi pur di giustificare la scelta di sostenere il sindaco uscente insieme a Lega e UDC, che al contrario del PD esibiranno alla luce del sole il loro simbolo di partito, senza nascondersi dietro una finta lista civica infarcita di iscritti e dirigenti – si inventa la motivazione ‘politica’ secondo la quale un’eventuale vittoria del sindaco uscente rappresenterebbe una sconfitta per il presidente Marco Marsilio. Siamo di fronte a un’evidente operazione camaleontica che Marinelli, insieme al tesoriere nazionale del Pd, il senatore Michele Fina, ha architettato per nascondere la palese inconsistenza del Partito Democratico nella città di Avezzano, come dimostrano chiaramente gli ultimi risultati elettorali.
Alle scorse elezioni regionali, infatti, il presidente Marco Marsilio ha raccolto ad Avezzano oltre il 62% dei consensi, quasi due elettori su tre. Se i rappresentanti del PD preferiscono far riferimento al risultato del referendum, è bene ricordare che ad Avezzano il ‘Sì’ si è affermato con il 53,52% dei voti. Questi risultati raccontano limpidamente la debolezza del PD nel capoluogo della Marsica e l’incapacità della sua classe dirigente di costruire una propria proposta amministrativa per la città, aspetti che rappresentano i veri motivi delle scelte annunciate in queste ore. Dunque, prendiamo atto che il ‘campo largo’ in Abruzzo è resistito solo pochi giorni dalla chiusura dei seggi elettorali per il referendum ma soprattutto prendiamo atto che le elezioni amministrative di Avezzano hanno già segnato la sonora sconfitta del Partito Democratico e della sua classe dirigente, che non ha avuto neanche la dignità politica di ‘metterci la faccia’, ritirando il proprio simbolo dalla competizione”.



