Bisegna. Davanti al “muro” di On the Wall, il format firmato QuotidianiLive, siede Donato Buccini, sindaco di Bisegna, ma anche dipendente di LFoundry di Avezzano. La terza puntata del podcast, condotto con ritmo serrato e sensibilità da Eleonora Berardinetti, ci riconsegna l’immagine di un amministratore che vive una “doppia vita” tra la precisione dell’industria tecnologica e la resistenza quotidiana di un piccolo borgo montano.
L’uomo dietro la fascia tricolore
Buccini racconta la sua formazione radicata nei valori della famiglia e dell’Istituto Tecnico Industriale di Avezzano, ma il suo cuore non si è mai staccato da Bisegna. “È più difficile lasciarlo che viverci”, confessa parlando del suo legame con il paese. Un legame che lo ha portato, quasi per senso di dovere, a mettersi a disposizione della comunità in un momento di crisi politica: “Non possiamo solo rompere, dobbiamo anche costruire”.
La battaglia contro il “deserto” e la sanità
Il tema centrale dell’intervista è lo spopolamento, una piaga che Buccini vive sulla pelle dei suoi circa 200 concittadini. La sua visione non è quella di un semplice “custode” del passato, ma di un sindaco che vuole invertire la rotta.
“La vera emergenza sono i servizi. Essere a 50 km dal primo ospedale è un fattore che ti porta a pensare se sia il caso di rimanere”.
Dichiarazioni forti arrivano sul fronte sanitario: “Abbiamo il medico un’ora a settimana per una popolazione con un’età media sopra i 60 anni. Personalmente non capisco nemmeno cosa venga a fare un medico per un’ora”.
Tra vita privata e impegni pubblici
La gestione di un comune così piccolo non lascia spazio a tempi morti. Buccini descrive una quotidianità fatta di presenze costanti, dove il ruolo di sindaco assorbe ogni momento libero, spesso a discapito della famiglia. “Forse il sacrificio più grande lo ha fatto mia moglie”, ammette con sincerità, indicando la propria casa a Bisegna come l’unico vero “rifugio” dove ritrovare se stesso.
Una speranza per il futuro
Nonostante le difficoltà, Buccini non si arrende. Il suo sogno è quello di rivedere la vitalità degli anni ’80, quando il borgo era popolato e pieno di giovani. Il suo consiglio a Bisegna, se fosse una persona cara? “Non credere che non ci sia possibilità. Ho trovato molti spunti di vitalità e cose che si possono realizzare”.
Un ritratto autentico che mostra come amministrare un piccolo comune sia, prima di tutto, un atto d’amore e di resistenza.
GUARDA IL VIDEO




