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Caso “5 Forchette”, anche la marsicana Lina Di Domenico alla cena con Delmastro finita nella bufera

Redazione Cronaca di Redazione Cronaca
25 Marzo 2026
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Avezzano. C’è anche una figura di origine marsicana nella vicenda politica che in queste ore sta scuotendo il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Si tratta di Lina Di Domenico, originaria di Luco dei Marsi (nella foto del Fatto quotidiano seduta a destra), presente alla cena finita al centro del cosiddetto caso “5 Forchette”, che ha acceso lo scontro politico e portato alle dimissioni del sottosegretario.

A far emergere nuovi dettagli è una fotografia pubblicata da Il Fatto Quotidiano, che ritrae una tavolata dall’atmosfera informale, quasi familiare, nel ristorante romano di Mauro Caroccia. Un locale che, col senno di poi, si è rivelato tutt’altro che neutro: Caroccia è stato infatti condannato in via definitiva ed è ritenuto prestanome del boss camorrista Michele Senese.

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Secondo quanto ricostruito, Delmastro frequentava abitualmente il ristorante, al punto da essere, all’epoca dei fatti, anche socio della “Bisteccheria d’Italia” insieme alla figlia diciottenne dello stesso Caroccia. Una consuetudine che lo avrebbe portato, nel giugno scorso, a organizzare proprio lì una cena con alcuni dei più alti dirigenti del ministero della Giustizia.

Tra questi, oltre a Lina Di Domenico, figura di primo piano dell’amministrazione penitenziaria – già magistrato di sorveglianza a Novara e Aosta, prima donna a guidare il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e oggi a capo del Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria – erano presenti anche Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero, Massimo Parisi, vicecapo del Dap, e Rita Monica Russo, responsabile del personale dello stesso Dipartimento.

Una presenza istituzionale di alto livello, dunque, in un contesto che, alla luce delle successive vicende giudiziarie legate al titolare del locale, ha assunto contorni delicati e politicamente esplosivi.

Delmastro, dopo la condanna definitiva di Caroccia, ha poi deciso di cedere le proprie quote nella società. Ma la vicenda ha ormai innescato una polemica difficile da arginare. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha sintetizzato la posizione del governo con parole misurate ma significative: “Forse avrebbe dovuto essere più accorto”.

Nel frattempo le opposizioni passano all’attacco e annunciano iniziative istituzionali: martedì prossimo, nel Consiglio regionale del Piemonte, verrà chiesto alla vicepresidente Elena Chiorino di riferire sulla mancata dichiarazione delle quote nella società da parte dello stesso Delmastro.

A rendere il clima ancora più teso, anche le parole di Emanuele Pozzolo, ex vicino politico del sottosegretario, che non nasconde l’amarezza: “Partito garantista con Delmastro, ma non con me”.

In questo quadro, la presenza di Lina Di Domenico – figura di alto profilo istituzionale e con radici nella Marsica – inserisce anche il territorio abruzzese in una vicenda nazionale complessa, dove si intrecciano politica, giustizia e opportunità istituzionale.

Una storia che, al di là delle responsabilità individuali, richiama con forza un principio antico quanto attuale: chi esercita un ruolo pubblico è chiamato non solo a essere corretto, ma anche ad apparirlo, custodendo con prudenza ogni scelta, anche quelle che sembrano più ordinarie, come una cena tra colleghi.

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