Avezzano. Un appello all’unità per costruire un’alternativa larga e l’invito a mobilitarsi contro la riforma Nordio. Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico ed europarlamentare, ha segnato così la sua tappa nella Marsica per sostenere le ragioni del “No” al referendum costituzionale.

La visita nel Fucino
La giornata è iniziata con un sopralluogo nel cuore agricolo del territorio. Accompagnato dal senatore Michele Fina, dalla segretaria cittadina Anna Paolini e dai vertici locali del PD, l’ex governatore dell’Emilia-Romagna ha visitato un’azienda agricola a Celano. Durante l’incontro con i lavoratori della filiera degli ortaggi, Bonaccini ha raccolto le criticità del settore orticolo, ponendo l’accento sulle problematiche concrete dell’economia locale.

Il dibattito all’Hotel La Piana
Il focus politico si è poi spostato ad Avezzano, presso l’Hotel La Piana. Il dibattito, aperto e moderato da Anna Paolini, ha visto la partecipazione del sindaco Gianni Di Pangrazio per i saluti istituzionali del segretario regionale Daniele Marilelli, del segretario provinciale Stefano Albano, del consigliere regionale Antonio Di Marco e del sindaco Gianni Di Pangrazio.
Il tavolo tecnico ha offerto una visione corale contro la riforma attraverso gli interventi di Carlo De Stefano (già vertice dell’Antiterrorismo), dell’ex procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo, di Roberta D’Avolio della Procura Antimafia dell’Aquila e del costituzionalista Gianmaria Ruscitti.

Le dichiarazioni di Stefano Bonaccini
Il presidente dem ha usato parole nette per delineare il futuro della coalizione: “Un minuto dopo la fine del referendum bisogna mettersi al lavoro per costruire un centrosinistra largo e plurale. Se stare uniti non è condizione sufficiente per vincere, è condizione necessaria con le attuali leggi elettorali. Non vorrei che il centrosinistra facesse harakiri come nel 2022”.
Entrando nel merito del quesito referendario, Bonaccini ha attaccato il progetto del governo: “Siamo di fronte a una riforma che si inserisce in una visione politica sovranista e verticistica, che fa il paio con il premierato e con l’umiliazione della magistratura attraverso lo smembramento del Csm e l’introduzione del sorteggio. Dobbiamo respingere la proposta Nordio a tutela della democrazia”.

L’appello finale di Michele Fina
A chiudere l’iniziativa è stato il senatore e tesoriere nazionale del PD, Michele Fina, che ha richiamato alla mobilitazione elettorale: “Abbiamo l’impegno di lavorare fino all’ultimo minuto per sensibilizzare i cittadini a votare No. La riforma Nordio non si occupa dei problemi reali, come la lunghezza dei processi o le carenze nelle piante organiche dei tribunali e delle forze dell’ordine. È un tentativo sbagliato e pericoloso che le urne respingeranno”.




