Trasacco. Stava per mettere a segno la cosiddetta “truffa del finto nipote”, ma l’intervento tempestivo dei Carabinieri ha mandato all’aria il piano. Nella tarda serata del 12 marzo i militari della Stazione Carabinieri di San Benedetto dei Marsi hanno arrestato in flagranza una donna di 34 anni con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso.
La donna, residente fuori regione e già gravata da precedenti vicende giudiziarie, è stata bloccata proprio mentre stava per ricevere oro e gioielli da una pensionata di 81 anni, vittima del raggiro.
Secondo quanto ricostruito dai militari, pochi minuti prima sul telefono dell’anziana era arrivata la telefonata di uno sconosciuto che, fingendo di essere il nipote, aveva annunciato l’arrivo imminente di un pacco a lui destinato. Subito dopo una seconda chiamata: una donna che si è qualificata come “direttrice dell’ufficio postale”, chiedendo il pagamento di una consistente somma di denaro oppure la consegna di oro e gioielli per poter recapitare il pacco.
I truffatori, però, non avevano previsto un dettaglio decisivo: a rispondere al telefono non era stata l’anziana, ma la figlia, che ha immediatamente intuito il tentativo di raggiro e ha contattato i Carabinieri.
In pochi minuti la centrale operativa della Compagnia Carabinieri di Avezzano ha inviato sul posto la pattuglia della Stazione di San Benedetto dei Marsi. Proprio in quel momento la 34enne si era presentata all’abitazione per ritirare il presunto pagamento. I militari l’hanno fermata prima che la truffa potesse concretizzarsi e l’hanno arrestata.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Avezzano, la donna è stata trasferita nella sezione femminile della casa circondariale di Teramo, dove resterà a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’udienza di convalida.
Nel frattempo proseguono le indagini dei Carabinieri per individuare eventuali complici e verificare se la stessa persona sia coinvolta in episodi analoghi avvenuti nella provincia dell’Aquila.
Si ricorda che le persone arrestate o denunciate sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva e che i provvedimenti adottati dalla polizia giudiziaria sono sottoposti alla verifica dell’autorità giudiziaria.
Come funziona la truffa del finto nipote
Il raggiro inizia quasi sempre con una telefonata. Il truffatore usa frasi ambigue come “Indovina chi parla?” oppure “Zia, ti ricordi di me?”, cercando di farsi suggerire il nome di un parente. Una volta ottenuta l’informazione, si finge quella persona e racconta di trovarsi in difficoltà urgente, chiedendo denaro.
Spesso viene annunciato l’arrivo di un amico incaricato di ritirare i soldi o i gioielli direttamente a casa della vittima, oppure viene richiesto un bonifico immediato.
I consigli dei carabinieri
Per evitare di cadere in queste truffe è fondamentale seguire alcune semplici regole:
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diffidare sempre delle richieste di denaro fatte al telefono;
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non aprire la porta agli sconosciuti;
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non fidarsi del solo tesserino di riconoscimento;
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in caso di dubbi, prendere tempo e contattare subito il 112 o un familiare.
Le forze dell’ordine invitano inoltre i cittadini, soprattutto gli anziani e i loro familiari, a prestare la massima attenzione e a segnalare immediatamente situazioni sospette.









