Avezzano. “Io sono un nipote aggiunto di Don Antonio Sciarra: un fratello prete che entra nell’area del Giardino dei Giusti della città, un programma di altissima rilevanza civica. Assieme alla sua compagna missionaria che ha condiviso con lui speranze ed azioni, Elsa Del Manso, qui presente, portò vita e risorgimento nella sua comunità e altrove, picchiando spesso anche duro sulle coscienze. Insegnò molto ma soprattutto insegnò a donare tempo, carità, amore e sogni”.
Applausi in sala, ma anche tanta commozione negli occhi. Presenze autorevoli sugli scranni, ma anche tanti volontari, credenti, amici e studenti del territorio attorno al nuovo luogo di “pace” della città. Ieri mattina, grazie all’intuizione del presidente del Consiglio comunale di Avezzano, Fabrizio Ridolfi, è stato inaugurato il “Giardino dei Giusti di tutto il Mondo”, nella parte retrostante della Cattedrale dei Marsi.
Non solo un monumento del ricordo, ma uno spazio di dialogo, che racconta di vita sana e di futuro sostenibile. Contemporaneamente, è stata svelata e benedetta dal Vescovo dei Marsi anche la prima pietra d’inciampo del Giardino dei Giusti, abbinata ad un albero piantato e dedicata alla figura di Don Antonio Sciarra, che più di 30 anni fa decise di partire per l’Albania con la sua missione “Rindertimi”, di resistenza e ricostruzione.
“Con orgoglio ed emozione ricordiamo e celebriamo coloro che sono partiti da Avezzano con un’idea coraggiosa ed hanno fatto la storia. – ha affermato il sindaco Giovanni Di Pangrazio, salutando tutti i presenti nella sala consiliare – Ogni pietra d’inciampo che posizioneremo nel Giardino sarà un inno alla vita, alla bontà e alle cose ben fatte. Io, Don Antonio, me lo ricordo bene: ero solo un ragazzino – ha continuato il primo cittadino – quando mi portò con sé a Collelongo assieme a Gino Milano per radunare e raccogliere oggetti e utensili vecchi ma ancora buoni, per donarli a chi ne aveva bisogno.
Già all’epoca, era evidente il suo peso morale e spirituale”. Don Antonio fu un cittadino del mondo, ma prima di ogni altra cosa, fu soprattutto un cittadino della “sua” Marsica. Il sacerdote, nell’arco della sua missione pastorale e missionaria, operò su più fronti, unendo due terre apparentemente distanti: la Marsica e l’Albania. L’8 dicembre del 2026 ricorreranno esattamente 14 anni dalla sua scomparsa, avvenuta all’età di 75 anni.
“Quella di Avezzano è un’iniziativa meritevole – ha affermato l’Onorevole Luciano D’Alfonso, deputato alla Camera – che va oltre i confini della famiglia di Don Antonio. Una città, per essere realmente tale, ha bisogno di regole, di progetto, di memoria, di struttura valoriale e di beni irrinunciabili, altrimenti una persona rischia di sprofondare nell’egoismo. Tempo fa, fui assistente del Vescovo di Chieti e, per questo, conobbi Don Antonio: nell’ambito delle Caritas, una delle persone più autorevoli d’Italia. Ha dedicato competenza e una motivazione risorgente alla causa dell’Albania, la terra di Madre Teresa di Calcutta, dove c’erano gli ultimi che vivevano esperienze da ultimi.
Il suo esempio può aiutare gli altri a fare meglio e a non farsi divorare dall’indifferenza”. Hanno partecipato alla cerimonia di questa mattina il vicesindaco Domenico Di Berardino, l’assessore Filomeno Babbo, i consiglieri Ignazio Iucci, Alfredo Chiantini, Lorenza Panei e Groffredo Taddei e Domenico Cucchiarelli, vicesindaco di Magliano de’ Marsi.
“Doveroso essere presenti per il ricordo di una figura emblematica: Don Antonio – ha aggiunto il consigliere regionale Massimo Verrecchia, in rappresentanza della Regione – è stato un esempio. Come missionario in terra albanese, dovette intraprendere un lungo cammino, con l’estrema difficoltà dei luoghi; si accampò in una roulotte, dove visse per tanti mesi. Un ruolo importante è stato svolto anche dalla nostra Azione Cattolica per continuare a coltivare l’eredità della sua memoria. Ha risollevato sei villaggi e ricostruito sei chiese: per noi Don Antonio Sciarra è stato un grande. All’Albania ha dato davvero tutto: lì potrebbe essere anche intrapresa l’istanza di canonizzazione”.
I Giardini dei Giusti, a livello nazionale ed europeo, rappresentano uno strumento formativo e culturale per contrastare tutte le forme d’odio. “Ad Avezzano – ha sottolineato ancora il presidente dell’assise comunale Fabrizio Ridolfi – abbiamo deciso di riqualificare e di rendere più bella e accogliente un’area centrale del territorio comunale. Non sarà solo un giardino di fiori, ma un giardino di idee da conservare e preservare nel tempo, con il rispetto di tutti”. “La città – ha concluso il Vescovo Monsignor Giovanni Massaro – compie un gesto arduo e lungimirante. L’istituzione del Giardino non è solo un atto amministrativo, ma un segno profetico. È la scelta di incidere nella pietra e nella coscienza un principio fondamentale: il bene che esiste e e resiste”. In sala, tantissimi referenti e rappresentanti di associazioni locali, del Centro missionario e dell’Azione Cattolica. Allo svelamento, hanno partecipato anche tutti gli alunni della classe 1° E dell’I.C. “Corradini-Pomilio”: proprio loro hanno portato avanti, di recente, un progetto scolastico legato al valore senza tempo delle pietre d’inciampo e al loro significato nelle vite delle comunità.








