Canistro. “Ci fa piacere che, finalmente, anche l’Amministrazione comunale abbia preso posizione sulla vicenda dell’antenna GSM-R. Ma la domanda resta una sola: perché solo adesso?”
È una presa di posizione netta quella che arriva da cittadini e componenti attivi sul territorio dopo il comunicato diffuso dal Comune, che annuncia contrarietà al posizionamento dell’antenna e la partecipazione al sit-in di protesta.
“Secondo quanto evidenziato, da mesi la popolazione chiede informazioni, chiarimenti e trasparenza su un intervento localizzato nel pieno centro abitato, senza tuttavia ottenere risposte puntuali. Nel frattempo, i lavori sono andati avanti sotto gli occhi di tutti”.
“Per settimane si è andati avanti nel silenzio – viene sottolineato dai cittadini – e solo dopo un nostro sopralluogo e dopo aver acceso pubblicamente l’attenzione sulla vicenda si registra una presa di posizione ufficiale”. Hanno dichiarato i membri del Comitato Tutela Canistro.
“Da qui il nodo politico-amministrativo sollevato: si tratta di un’azione realmente tempestiva o dell’ennesimo intervento tardivo, quando ormai il procedimento è già in fase avanzata?
Una dinamica che, secondo i cittadini, richiama quanto accaduto su altre vicende recenti.
Sembra di rivedere quanto successo pochi mesi fa con il CAM, dove si è arrivati a prendere atto della situazione solo quando le decisioni erano già state assunte altrove.
Al centro della critica non c’è solo il merito della questione, ma soprattutto il metodo.
“Il Comune non può limitarsi a inseguire gli eventi o a partecipare a un sit-in. Il Comune è l’ente che deve governare i processi, prevenire i problemi e assumersi responsabilità nei tempi corretti”.
Ma c’è un ulteriore aspetto che preoccupa e che apre interrogativi ancora più seri sul piano amministrativo e del controllo del territorio.
“Qui non si parla solo di un’antenna. Si parla del fatto che, nel pieno centro del paese, siano stati eseguiti lavori rilevanti – uno scavo profondo oltre due metri, la posa di una gabbia in acciaio, una gettata di cemento – senza che fosse esposto alcun cartello di cantiere, come previsto dalla normativa vigente, e senza che vi fosse alcun intervento visibile da parte del Comune”.
Un elemento che, secondo i cittadini, non può essere liquidato come secondario, perché attiene direttamente al rispetto delle regole, alla trasparenza e al controllo dell’attività edilizia sul territorio.
“Il messaggio che passa è pericoloso: che chiunque possa intervenire nel centro abitato senza le dovute informazioni, senza cartellonistica obbligatoria e senza controlli. Se così fosse, sarebbe un precedente gravissimo”.
In questo contesto, viene anche riconosciuto il ruolo svolto dall’opposizione consiliare.
“Un plauso va a Ermero Antonini e ai consiglieri di minoranza che si sono attivati per fare chiarezza e per garantire trasparenza su un aspetto così rilevante per la comunità”.
A intervenire anche il presidente del Comitato, Aleandro Mariani, che chiarisce la posizione in vista della mobilitazione:
“Ci saremo, senza esitazioni. Ma sia chiaro: non saremo lì per fare passerelle politiche o per rincorrere visibilità. Noi saremo lì per difendere seriamente il territorio, per tutelare i cittadini e per pretendere risposte concrete. Su queste battaglie non si scherza e non si costruisce consenso: si lavora, con responsabilità e determinazione”.
Infine, l’appello alla responsabilità istituzionale:
“Su temi come questo non si può improvvisare né rincorrere il consenso. Qui si parla del futuro del paese, della tutela del territorio e della qualità della vita dei cittadini. Servono serietà, presenza e capacità di agire quando le cose accadono, non quando ormai sono già accadute”.






