Avezzano. Gli intensi e sublimi momenti della Resurrezione di Cristo rivivranno, tappa dopo tappa, grazie all’ambizioso progetto corale promosso dalla Pro Loco assieme alla Diocesi dei Marsi, con la regia dell’attore e regista abruzzese Corrado Oddi e con il patrocinio del Comune.
In questi giorni, stanno andando avanti le prove per mettere in scena l’epopea cristiana della Passio Christi itinerante, che vedrà la luce in città per la Pasqua 2026. La data scelta per la realizzazione è quella del prossimo 30 marzo, alle ore 20. 30, con partenza dal Parco Torlonia.
Il progetto, in fase avanzata, ha coinvolto e sta continuando a coinvolgere tantissimi cittadini, associazioni e scuole del territorio.
“La Passio Christi è una progettazione collettiva, perché prende le mosse, innanzitutto, dalla meravigliosa energia messa in moto dalla comunità di Avezzano e della Marsica. – spiega il consigliere della Pro Loco Carlo Genovesi, ideatore dell’iniziativa – Lo spettacolo è articolato in diversi quadri teatrali, che andranno a ripercorrere il viaggio finale di Cristo fino alla luce della Resurrezione, passando per la Passione e la Morte.
I luoghi simbolo della città diventeranno il backstage naturale per un’opera che sta facendo già innamorare tutti. Abbiamo voluto creare un racconto universale, che fosse non solo spirituale ma anche sociale. Quegli intensi momenti emozionanti accenderanno in tutti noi una riflessione specifica sui tempi di guerra che stiamo vivendo a livello internazionale”.
Il regista Corrado Oddi, in auge recentemente grazie al successo del film su Tommaso da Celano, con la Passio Christi è riuscito ad intrecciare tradizione e modernità, includendo figure essenziali quali Isaia (Il Profeta) e le Lilith (Le Tentatrici).
Per la costruzione delle scene, fondamentale è anche l’apporto del regista Marco Verna, che si è occupato della parte coreografica. Lui stesso ha definito quest’opera un “atto comunitario, in cui tanti avezzanesi hanno scelto di metterci la faccia, nel senso più delicato e poetico del termine. Le piazze del territorio verranno trasformate in un palcoscenico di speranza ed unione”.








