Avezzano. Il Partito Democratico interviene sulla vicenda della costruzione del nuovo presidio sanitario di Avezzano. Al centro della polemica c’è il recente pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), che ha sospeso gli atti di gara per il nuovo ospedale.
Secondo il segretario regionale Daniele Marinelli, il senatore Michele Fina, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il segretario provinciale Stefano Albano e la segretaria cittadina Anna Paolini, l’ordinanza del tribunale conferma le criticità denunciate nei mesi scorsi. Il TAR ha infatti ravvisato motivi di consistenza nelle osservazioni sollevate da una delle ditte interessate al bando, portando a uno stop delle procedure.
I rappresentanti dem definiscono la situazione come la “telenovela dell’ospedale di Avezzano”, sottolineando come la ricostruzione sia oggetto di “promesse sempre tradite da parte del centrodestra cittadino e regionale”. La nuova udienza di merito è stata fissata per il 14 aprile 2026, uno slittamento che per il PD rende i tempi del cantiere del tutto incerti.
“Siamo di fronte a un rinvio indeterminato dei tempi che non consente di dire se e quando questo ospedale sarà ricostruito”, dichiarano i firmatari nella nota congiunta. Gli esponenti del Partito Democratico richiamano l’attenzione sui proclami del passato, ricordando che la posa della prima pietra era stata annunciata già due anni fa.
“Oggi, nel 2026, siamo ancora fermi a una procedura di gara bocciata in sede di Tribunale amministrativo regionale”, incalzano i rappresentanti del centrosinistra. La critica si sposta poi sulla gestione politica della Regione Abruzzo e dei rappresentanti locali di Fratelli d’Italia. “È inaccettabile quanto questo territorio sta subendo per gli errori di una Regione che, ancora una volta, si dimostra incapace di governare con serietà ed efficienza”.
La nota si conclude con una richiesta di garanzie per i cittadini della Marsica, sottolineando che l’utenza ha diritto a una struttura che assicuri “sicurezza e un diritto alla cura pieno, pubblico e universalistico”.








