Guarda l’intervista al dottor Domenico Piccolo, presidente AIDA, per capire perché la mappatura dei nei è oggi al centro di un confronto tra medici di famiglia e dermatologi e quali sono i punti chiave per una prevenzione davvero efficace.
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La prevenzione dei tumori della pelle è un tema che riguarda tutti. Negli ultimi anni, complice una maggiore esposizione solare e una crescente attenzione alla diagnosi precoce, la mappatura dei nei è entrata sempre più spesso nel linguaggio comune dei pazienti. Ma cosa significa davvero “mappare i nei”? E, soprattutto, chi dovrebbe occuparsene?
Negli ultimi mesi il tema è tornato d’attualità a livello nazionale, con un confronto aperto tra medicina generale e dermatologia specialistica sul ruolo dei diversi professionisti coinvolti nella valutazione delle lesioni cutanee. Un dibattito che nasce da esigenze reali: migliorare l’accesso alle cure, ridurre le liste d’attesa e rafforzare la prevenzione, senza però compromettere l’accuratezza diagnostica.
La mappatura dei nei, infatti, non è una semplice fotografia della pelle. Si tratta di un percorso clinico che richiede osservazione, confronto nel tempo, interpretazione dei segni e decisioni che possono avere conseguenze rilevanti per la salute del paziente. Per questo una parte significativa della comunità scientifica dermatologica richiama l’attenzione sulla complessità di questo atto e sulla necessità di competenze specifiche.
Allo stesso tempo, si discute della possibilità di coinvolgere maggiormente i Medici di Medicina Generale in una fase iniziale di osservazione e orientamento, anche grazie all’uso di nuovi strumenti tecnologici e alla telemedicina. Un’ipotesi che apre interrogativi legittimi su formazione, responsabilità e integrazione tra i diversi livelli di cura.
In questo contesto, abbiamo chiesto un contributo al Domenico Piccolo, presidente di AIDA (Associazione Italiana Dermatologi Ambulatoriali), per fare chiarezza su cosa sia realmente la mappatura dei nei, quali siano i suoi obiettivi e quali attenzioni siano necessarie per evitare semplificazioni fuorvianti.
Nell’intervista video che trovate qui sotto, il dottor Piccolo spiega perché la prevenzione dermatologica non possa essere ridotta a un atto standardizzato, quali siano i rischi di una valutazione non specialistica e come, a suo avviso, sia possibile migliorare l’organizzazione dei servizi mantenendo al centro la sicurezza del paziente.
Un contributo utile per orientarsi in un tema complesso, che riguarda la salute pubblica e chiama in causa non solo i professionisti sanitari, ma anche i cittadini, sempre più coinvolti nelle scelte che riguardano prevenzione e benessere.
A tal proposito, lo scorso 15 febbraio, il dottor Domenico Piccolo è stato ospite di RaiUno a “Unomattina in famiglia” e ha parlato di melanoma e di prevenzione del tumore della pelle.
Puoi riguardare il suo intervento al link https://www.raiplay.it/video/2026/02/UnoMattina-in-famiglia—Puntata-del-15022026-d1852702-9a6f-489b-96a4-4667c29d8e51.html








