Avezzano. Maltrattamenti e stalking contro l’ex compagno: donna rinviata a giudizio. Lui: “vivevo nella paura”.
Sarà il dibattimento a fare piena luce su una vicenda che, secondo l’accusa, si sarebbe protratta per anni tra tensioni, presunte vessazioni e contestazioni economiche. Una donna è stata rinviata a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, al termine dell’udienza preliminare celebrata ieri mattina.
Il procedimento, incardinato con il cosiddetto “codice rosso”, nasce dalle indagini coordinate dal pubblico ministero Luigi Sgambati, che aveva chiesto il rinvio a giudizio ricostruendo una relazione conflittuale – secondo l’impianto accusatorio – andata avanti dal 2018 fino al 2025.
La persona offesa, un uomo residente nella Marsica e assistito dall’avvocato Mario Flammini, avrebbe subito nel tempo comportamenti ritenuti aggressivi e vessatori. L’imputata, difesa dall’avvocato Clara Cardamone, dovrà rispondere di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori.
Secondo l’accusa, durante la convivenza e anche dopo la fine del rapporto, la donna avrebbe messo in atto condotte reiterate – tra insulti, minacce e pressioni costanti – tali da generare nell’uomo un perdurante stato di ansia e timore. La presunta vittima, sempre secondo la ricostruzione della Procura, avrebbe modificato le proprie abitudini quotidiane, limitando spostamenti e frequentazioni per paura di ulteriori episodi.
Nel capo d’imputazione figurano anche contestazioni di natura economica. Alla donna viene attribuito l’utilizzo indebito di strumenti di pagamento intestati all’ex compagno e l’appropriazione di somme di denaro depositate sul conto dell’uomo, che ne avrebbe perso la disponibilità.
Il quadro accusatorio delinea una conflittualità degenerata nel tempo fino all’apertura di un procedimento penale rientrante tra quelli trattati con priorità dalla normativa contro la violenza domestica e persecutoria.
Sarà ora il processo a stabilire eventuali responsabilità. L’imputata resta, come previsto dall’ordinamento, presunta innocente fino a sentenza definitiva.








