Avezzano. In riferimento alla recente conferenza stampa della Lega al Comune di Avezzano, interviene la ex coordinatrice area Marsica Lega Lorella Parisse.
“Quanto sta accadendo in queste ore è politicamente e moralmente inaccettabile”, ha affermato, “la scelta di sostenere l’attuale amministrazione, già avversaria diretta del centrodestra e della Lega, rappresenta un tradimento clamoroso del mandato ricevuto e uno schiaffo agli elettori che hanno creduto in un progetto politico chiaro e alternativo. Ancora più grave appare il metodo utilizzato.
La decisione è stata assunta e comunicata per via mediatica dai vertici sovracomunali, senza che alcun organismo politico del partito a livello locale fosse convocato o chiamato a deliberare. Non vi è stato alcun confronto, nessuna discussione e alcun rispetto delle regole interne. Si tratta di un imposizione che ha scavalcato il dibattito tra i rappresentanti del centrodestra cittadino, i quali si erano già espressi in maniera inequivocabile.
Risulta palese lo scollamento tra i vertici sovracomunali e la platea storica del partito: al tavolo della conferenza stampa non figurano i leghisti che hanno costruito il movimento ad Avezzano e che hanno raccolto consensi contro l’attuale sindaco, sostituiti da figure che non si sono mai misurate sotto lo stemma del Carroccio o che, addirittura, non appartengono al territorio marsicano.
È evidente che le strutture regionali e provinciali del partito abbiano subito o avallato questa decisione per logiche estranee alle necessità di Avezzano, trasformando la politica in ostaggio di equilibri interni o di prove di forza che nulla hanno a che fare con il bene del territorio. Questa mossa appare come una manovra di palazzo consumata sulla pelle dei cittadini. Non si tratta di pragmatismo, ma di puro trasformismo.
È un accordo di potere che svilisce i valori della Lega e l’impegno assunto solennemente davanti agli elettori.
Si è scelto di sostenere un amministrazione che include esponenti di sinistra e che si fonda su un intesa con il Partito Democratico, il quale ha persino rinunciato al proprio simbolo pur di favorire questa operazione opaca.
Niente di personale! Ma noi non ci stiamo.
Non abbiamo chiesto voti per il centrodestra per consegnarli oggi a chi abbiamo contrastato apertamente.
Non abbiamo messo la faccia per legittimare giochi di potere decisi sopra le nostre teste. Chiediamo pubblicamente che questa scelta venga ritirata e che la discussione torni nelle sedi politiche legittime, nel rispetto della base, dei candidati e degli elettori. In caso contrario, chi ha avallato questa rottura dovrà assumersi fino in fondo la responsabilità politica delle sue inevitabili conseguenze.
Alla luce di questa gestione, sorge spontaneo un quesito: il nostro segretario federale Matteo Salvini è davvero al corrente di questa operazione? Com’è possibile che ad Avezzano si proceda in totale controtendenza rispetto al modello nazionale di coalizione unita di centrodestra?”.








