Avezzano. Referendum Giustizia, le ragioni del sì nel confronto al Comune di Avezzano. Una frattura luminosa al centro dell’immagine, due toghe su altrettanti scranni, simboli diversi, il martello e la bilancia, a evocare una domanda che attraversa da anni il sistema giudiziario italiano: è tempo di separare le carriere tra giudici e pubblici ministeri?
Sarà questo il cuore del convegno organizzato dalla Camera Penale “Alcide Lucci” di Avezzano, in programma venerdì 6 marzo, dalle 15 alle 17, nella Sala “De Nicola” del Comune di Avezzano. Il titolo è diretto, quasi programmatico: “Separazione delle carriere nella Magistratura: le ragioni del Sì. Perché dire Sì per una giustizia equilibrata e imparziale”.
Un incontro che si inserisce nel dibattito nazionale su una delle riforme più controverse e strutturali del nostro ordinamento.
La questione: equilibrio o tradizione?Nel sistema italiano, giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine della magistratura e condividono lo stesso percorso di accesso e carriera, con la possibilità, almeno teorica, di passare da una funzione all’altra.
Per i sostenitori della riforma, questa impostazione rischia di compromettere la percezione di terzietà del giudice nel processo penale, soprattutto in un modello, quello italiano, formalmente ispirato al principio accusatorio. Separare le carriere significherebbe rafforzare l’equidistanza del giudice rispetto alle parti, collocando il pubblico ministero in un ambito distinto e più chiaramente definito.
Non si tratta solo di una questione tecnica. È una scelta che tocca l’equilibrio costituzionale tra poteri, la struttura del Consiglio Superiore della Magistratura, la cultura stessa della giurisdizione.
Ad aprire il dibattito saranno la professoressa Emanuela Pistoia, direttrice del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Teramo e rappresentante del Comitato “Giustizia Sì”, che offrirà una lettura sistematica e costituzionale della proposta di riforma, analizzando le ragioni teoriche e comparatistiche che sostengono la separazione delle carriere, e dottor Gennaro Varone, pubblico ministero nella Procura della Repubblica del Tribunale di Pescara, chiamato a confrontarsi con la prospettiva di chi opera quotidianamente nell’azione penale. Il suo contributo promette di entrare nel merito delle ricadute concrete sull’organizzazione delle procure e sulla funzione requirente.
Il convegno si aprirà con i saluti istituzionali dell’avvocato Roberto Di Pietro, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Avezzano, e dell’avvocato Pascale Antonio Pascale, presidente della Camera Penale “Alcide Lucci”.
A moderare l’incontro sarà l’avvocato Francesca Marini, mentre le conclusioni saranno affidate all’avvocato Leonardo Casciere.
Il titolo dell’evento parla esplicitamente di “ragioni del Sì”. Una scelta che non nasconde l’orientamento culturale dell’iniziativa, ma che allo stesso tempo apre uno spazio di approfondimento.
La separazione delle carriere non è soltanto un tema da addetti ai lavori: riguarda la fiducia dei cittadini nella giustizia, la percezione di imparzialità delle decisioni, la qualità del contraddittorio nel processo penale.
Chi sostiene la riforma ritiene che il giudice debba essere non solo imparziale, ma percepito come tale, in un sistema in cui accusa e difesa si confrontano su un piano di parità. Chi vi si oppone teme invece il rischio di un pubblico ministero troppo vicino al potere esecutivo o di una frammentazione dell’ordine giudiziario. È su questo crinale sottile che si giocherà il confronto avezzanese.
L’iniziativa della Camera Penale di Avezzano si inserisce in una stagione di riforme che potrebbe ridisegnare l’architettura della magistratura italiana.







