Tagliacozzo. Dal Presepio alla Pasqua: gratitudine e impegno nella celebrazione a San Francesco.
Ieri mattina, nella chiesa di San Francesco a Tagliacozzo, la comunità si è riunita per la celebrazione eucaristica della VI Domenica del Tempo Ordinario, occasione che ha segnato anche la solenne chiusura della Mostra dei presepi inaugurata lo scorso 8 dicembre presso il Convento di San Francesco.
Alla celebrazione hanno preso parte numerosi associati degli “Amici del Presepio”, provenienti non solo dalla Marsica ma anche da diversi paesi dell’Abruzzo, insieme a fedeli, famiglie e visitatori che in queste settimane hanno animato l’esposizione con una partecipazione sentita e significativa.
LE PAROLE DEL VESCOVO
Nel corso dell’omelia, il vescovo Giovanni ha espresso anzitutto un profondo sentimento di gratitudine per il cammino vissuto: «la mostra è stata non soltanto un evento artistico, ma un’autentica esperienza di evangelizzazione. Famiglie, bambini, anziani, pellegrini, credenti e persone in ricerca si sono lasciati toccare dal mistero del Natale, sostando davanti al Bambino di Betlemme».
«Non è casuale – ha sottolineato – che questa conclusione avvenga a pochi giorni dal Mercoledì delle Ceneri: dal presepio si è ora chiamati a mettersi in cammino verso la croce e la luce della Pasqua. Natale e Quaresima sono due tappe di un unico mistero di amore».
Un riferimento speciale è stato dedicato a San Francesco d’Assisi, che nel 1223 a Greccio volle rappresentare la nascita di Gesù per far contemplare al popolo l’umiltà di Dio. Per il Santo, il presepio era scuola di minorità e di amore, invito a spogliarsi dell’orgoglio per rivestirsi di Cristo.
«In questo anno giubilare francescano, nel quale si ricordano gli 800 anni dalla sua morte, il suo messaggio risuona con rinnovata attualità: semplicità, fraternità e pace sono la via per riconoscere Cristo nei poveri e negli ultimi».
Il Vescovo ha richiamato anche le parole di Papa Francesco nella Lettera apostolica Admirabile signum, dove il presepio viene definito parte del «dolce ed esigente processo di trasmissione della fede»: dolce per il linguaggio della tenerezza, esigente perché chiede coerenza di vita.
Un ringraziamento sentito è stato rivolto all’Associazione Amici del Presepio per «il tempo, la passione e la competenza artistica messi a servizio della comunità, nonché per l’accoglienza premurosa offerta durante i giorni di apertura della mostra». Un grazie particolare «al presidente Gino Caporuscio e a tutti i soci e collaboratori, custodi di una tradizione che è autentica catechesi popolare e preziosa testimonianza per l’intera diocesi».
Foto a cura di Vincenzo Cerasani








