Avezzano. Una Sala Irti completamente gremita, nel giorno di San Valentino, ha scelto di celebrare l’amore in modo diverso: parlando di movimento, prevenzione e salute.
Il convegno “Architettura del movimento – La chinesiologia come strumento di prevenzione e salute”, patrocinato da Comune e Univaq, ha trasformato il 14 febbraio in una riflessione collettiva su un tema sempre più centrale per la società contemporanea: il ruolo strategico del chinesiologo nella tutela del benessere psicofisico.
Tra il pubblico, numerosi rappresentanti istituzionali e professionisti della sanità. Presenti l’assessore del Comune di Avezzano Iride Cosimati, la consigliera Concetta Balsorio, gli ex sindaci Antonio Floris e Gabriele De Angelis, il giudice Grieco, insieme a tanti medici e operatori del settore. Una platea trasversale, segno evidente che il tema del movimento come prevenzione non riguarda solo lo sport, ma l’intera comunità.
L’apertura ha subito dato il tono dell’incontro: «Qual è il primo grande atto d’amore? Prendersi cura del proprio corpo». Un messaggio chiaro: la prevenzione non è un lusso, ma una scelta culturale e politica. Senza salute non c’è autonomia, senza autonomia non c’è libertà, e senza libertà non esiste qualità della vita.
Il titolo del convegno non lasciava spazio a interpretazioni superficiali. Architettura del movimento significa progetto, struttura, responsabilità. Non improvvisazione, non moda, non scorciatoie.
La chinesiologia – dal greco kínesis (movimento) e lógos (studio) – è la scienza che analizza il movimento umano nei suoi aspetti fisiologici, biomeccanici, neuromuscolari, cognitivi ed emotivi. Oggi rappresenta un pilastro nelle strategie di prevenzione sanitaria. Non va confusa con pratiche alternative: qui si parla di scienza applicata, di sistemi di tracciamento del movimento, elettrofisiologia, controllo motorio, adattamento attraverso l’esercizio.
Il professionista formato nel percorso LM-67 (Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate) è oggi una figura chiave in una società che invecchia, che combatte la sedentarietà e che necessita di prevenzione prima ancora che di cura.
Cuore scientifico dell’iniziativa il dottor Paolo Bartolucci, chinesiologo, posturologo, docente a contratto e imprenditore, laureato in Scienze Motorie e specialista in Attività Motorie Preventive e Adattate all’Università dell’Aquila. Bartolucci ha costruito un intervento rigoroso e insieme accessibile, sottolineando un concetto chiave:
il movimento oggi non è più solo allenamento, ma strategia di benessere.
Dalla prevenzione delle patologie cardiovascolari al recupero post-riabilitativo, dalla riduzione del rischio di cadute all’ottimizzazione delle performance negli atleti, il chinesiologo opera su un terreno di confine tra salute pubblica e qualità della vita. Un lavoro che richiede progettazione personalizzata, competenze scientifiche e integrazione con altre figure professionali.
Di grande spessore l’intervento della professoressa Maria Giulia Vinciguerra, presidente dei Corsi di Laurea in Scienze Motorie dell’Università dell’Aquila.
La professoressa ha valorizzato il ruolo dell’università nella formazione dei professionisti LM-67, sottolineando la responsabilità accademica nel preparare figure capaci di operare in contesti sempre più complessi: popolazioni anziane, soggetti con patologie stabilizzate, prevenzione dei vizi posturali, attività motorie adattate. Un passaggio fondamentale verso le cosiddette “palestre della salute”, dove il movimento diventa presidio strutturato e scientificamente fondato.
A completare il quadro, l’intervento dell’osteopata Andrea Troiani, che ha ribadito l’importanza della rete tra professionisti. La salute non si costruisce in solitaria. Medici, chinesiologi, osteopati e specialisti devono dialogare per garantire interventi sicuri, efficaci e realmente centrati sulla persona.
La presenza di amministratori attuali e passati, di magistrati, medici e cittadini ha dato al convegno una dimensione che va oltre il semplice appuntamento accademico.
Avezzano ha dimostrato di voler parlare di futuro, di prevenzione, di cultura del movimento. Perché, come emerso con forza dalla giornata, il movimento, se progettato con competenza, non è solo gesto atletico: è libertà organizzata.
Ed è proprio qui che il chinesiologo assume un ruolo decisivo: architetto della salute in una società che non può più permettersi di ignorare la prevenzione








