Avezzano. Bufera nella scuola “Agostino Persia”: genitori in rivolta contro una docente.
Cresce la tensione tra le aule del plesso “Agostino Persia”, dove un gruppo numeroso e compatto di genitori ha deciso di esporsi pubblicamente per segnalare una situazione che definisce ormai “insostenibile”. Al centro della vicenda, il comportamento di una docente arrivata con l’inizio dell’anno scolastico.
L’insegnante non fa parte dello storico organico dell’istituto: è stata assegnata attraverso le Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS) dal Provveditorato. Ed è proprio questo, secondo le famiglie, il punto critico della vicenda.
La dirigenza scolastica, a quanto riferito ai genitori, avrebbe margini di intervento molto limitati proprio per la natura ministeriale della nomina. Un ostacolo che i genitori descrivono come un vero e proprio “muro di gomma burocratico”.
“Ci viene detto che non si può intervenire direttamente – spiegano, chiedendo l’anonimato per tutelare i figli – ma noi non possiamo accettare che il benessere dei bambini passi in secondo piano rispetto alle procedure amministrative”.
Le contestazioni mosse alla docente sono gravi. Secondo quanto riportato dai genitori, si sarebbe creato un clima di conflittualità costante con altri insegnanti del plesso, con inevitabili ripercussioni sugli alunni.
Il risultato, sostengono le famiglie, sarebbe un ambiente scolastico segnato da timore e disagio, lontano dalla serenità necessaria all’apprendimento. Una tensione che, a loro dire, i bambini manifesterebbero quotidianamente anche a casa, con segnali di malessere sempre più evidenti.
La pazienza, assicurano, è ormai al limite. La richiesta è netta: l’allontanamento dell’insegnante o, in alternativa, un intervento deciso e immediato che riporti equilibrio e tranquillità all’interno del plesso.
“Chiediamo spiegazioni chiare e provvedimenti urgenti. Se non vedremo un cambiamento radicale in tempi brevi, siamo pronti a proclamare uno sciopero bianco: non manderemo i nostri figli a scuola finché la situazione non sarà risolta”.
Un braccio di ferro che ora attende una risposta ufficiale e che rischia di trasformarsi, nei prossimi giorni, in un caso ancora più ampio.








