Avezzano. Sulla vicenda della Biblioteca Regionale di Avezzano, dopo le prime promesse non mantenute e dopo una fase di silenzio, ora l’assessore regionale Santangelo rompe il silenzio ma non replica agli utenti e agli studenti ma se la prende con il Comune e il sindaco di Avezzano che ha dato (finalmente anche per iscritto) la disponibilità dell’ente comunale a dare del personale (forse due addetti) per aprire tutti i giorni e quindi per una convenzione con la Regione finalizzata ad ampliare orari e aperture.
Una replica quella di Sant’Angelo che sposta il confronto dal piano tecnico a quello elettorale e politico e che, pur rivendicando l’impegno della Regione, non indica tempi né soluzioni operative immediate.
Nel comunicato diramato ieri dalla sede dell’Aquila, Santangelo afferma che «le uscite sulla stampa in merito alla situazione della Biblioteca Regionale di Avezzano non sono altro che un pretesto per fare polemica in periodo di campagna elettorale» e aggiunge che «la Regione Abruzzo, disponibile e collaborativa, sta lavorando per garantire stabilità a questo spazio fondamentale sia per cittadini, studenti e tutti coloro che vogliono trascorrere del tempo lì».
Afferma poi che sta garantendo stabilità anche ai 5 dipendenti che lavorano nella biblioteca.
Il tono è chiaramente difensivo e si colloca su un terreno politico. La dichiarazione non entra nel merito concreto degli orari di apertura, cioè quanto richiesto da utenti e studenti, non fa riferimento al sabato, né all’ipotesi di apertura continuativa. Non vengono indicate date. Il baricentro del discorso si sposta sul contesto elettorale. È un elemento significativo: quando l’attenzione viene concentrata sul movente politico, spesso significa che sul piano operativo una soluzione definitiva non si vuole percorrere. Ma perché?
L’assessore parla di “stabilità”. È una parola chiave delle sue dichiarazioni: «La Regione è impegnata nel dare una stabilità a questo luogo di cultura fondamentale». Tuttavia, “stabilità” non equivale per forza ad ampliamento degli orari. Anzi. Può significare riorganizzazione interna, ridefinizione delle funzioni. Ma non parla di inserimento di nuove figure. Non a caso Santangelo sottolinea che «abbiamo già ampliato la Biblioteca con l’inserimento di nuove funzioni e una posizione organizzativa che ne allarga lo spettro di azione in ambito culturale».
Però di aperture non ne parla. A ottobre le sue dichiarazioni erano diverse, si era detto pronto a fare ciò che ha fatto in altre città abruzzesi, collaborando con le amministrazioni comunali.
Non c’è ora alcun riferimento esplicito all’aumento del personale operativo destinato all’apertura al pubblico, né all’estensione delle fasce orarie. Si tratta di una dichiarazione di principio, non di un impegno dettagliato sul funzionamento quotidiano del servizio.
Perché?
Un passaggio centrale del comunicato è quello in cui l’assessore ribadisce: «Tale Biblioteca è uno spazio nato come Centro Servizi Culturali Regionali, e che Regionale resterà».
Ma nessuno vuole rubare la sede regionale dal controllo dell’Aquila.
Gli avezzanesi chiedono solo le aperture negli orari attualmente chiusi.
Invece Santangelo la butta sula proprietà con un messaggio istituzionale chiaro: la titolarità e la gestione restano in capo alla Regione.
Certo non viene esclusa una collaborazione, ma si rivendica con forza la competenza dell’ente regionale. È una presa di posizione che segnala la volontà di evitare che la vicenda venga interpretata come una cessione o una sostituzione di responsabilità. Che nessuno ha chiesto.
Il comunicato contiene anche un riferimento critico alle iniziative annunciate in passato dal Comune. Dice di fatto: pensate a sistemare le vostre di biblioteche. Santangelo richiama infatti le dichiarazioni del 2023 sull’apertura della Biblioteca Comunale in via Treves, nei locali dell’ex Catasto, e quelle del 2024 relative al “Polo Librario” nell’ex scuola di via Sabotino, progetti del Comune che non hanno ancora trovato attuazione. «Non comprendo, quindi, come lo stesso Sindaco (…) oggi abbia virato il proprio interesse verso una struttura appartenente a un altro Ente», scrive l’assessore.
Si tratta di un contro-affondo che amplia il perimetro del confronto e lo colloca apertamente sul terreno solo politico.
Ciò che nel comunicato non compare è invece altrettanto o forse più rilevante. Non vengono indicati un cronoprogramma, una data per l’eventuale ampliamento degli orari, né un riferimento esplicito alla proposta di accordo ex articolo 15 della legge 241 del 1990 avanzata dal Comune. Non si parla di apertura continuativa fino alle 18, né di apertura il sabato. In sostanza, non emerge ancora una soluzione operativa definita come chiesto dalla gente, dai fruitori avezzanesi di quella biblioteca costretti a uscire e a entrare in continuazione e solo due volte a settimana nel pomeriggio.
Gli scenari.
Da questo quadro si delineano tre possibili scenari. Il primo è l’apertura di un tavolo tecnico riservato, lontano dai riflettori, che possa tradurre le dichiarazioni in atti concreti. Il secondo è un irrigidimento dello scontro istituzionale, con il rischio di ulteriori rallentamenti in un contesto già segnato dalla campagna elettorale. Il terzo è una soluzione interna regionale, con una stabilizzazione autonoma della gestione, che però richiederebbe risorse e personale adeguato.
La questione, a questo punto, non è più stabilire chi abbia ragione: i fruitori la regione o il comune. Il nodo è un altro: la Regione è in grado, da sola, di garantire l’apertura continuativa, il pomeriggio e anche il sabato?
Se la risposta fosse positiva, ma pare proprio di no, serviranno date e numeri. Che l’assessore non dice. Se non lo è, la collaborazione con il Comune diventa un passaggio inevitabile.
Ma perché rifiutare i due dipendenti messi a disposizione dal comune?
Il comunicato non chiude formalmente la porta a un accordo, ma nemmeno la spalanca. È una risposta politica più che amministrativa. E finché non arriveranno atti concreti di Santangelo – firme, provvedimenti, calendario – la situazione resterà sospesa. La partita decisiva, ora, non si gioca sulle dichiarazioni, ma sull’organizzazione effettiva del servizio.
Ma gli utenti avezzanesi aspettano che l’assessore aquilano dica qualcosa di più concreto. O meglio, che lo faccia.
Caso biblioteca di Avezzano: il Comune firma l’accordo ma la Regione tace da 4 mesi








