Avezzano. Al cinema Astra, oggi alle 18, l’ultima proiezione di Parola di Tommaso: un film che parla al cuore e alla memoria.
C’è un tempo per ascoltare e uno per lasciarsi toccare. Oggi alle 18, al cinema Astra, quel tempo coincide con l’ultima proiezione di Parola di Tommaso, il film che restituisce voce e carne al racconto di Tommaso da Celano, interpretato da Corrado Oddi, primo biografo di Francesco d’Assisi. Un appuntamento che ha il sapore delle occasioni rare, di quelle che non si ripetono.
Dopo i sold out e il prolungamento delle proiezioni per la straordinaria affluenza di pubblico, oggi è l’ultima occasione per vedere al Cinema Astra un film unico.
Con una parola antica che attraversa i secoli e arriva intatta nella sua forza evocativa. Con una memoria che non è polvere d’archivio, ma respiro vivo. Con una narrazione che riesce ancora oggi a interrogare, consolare, inquietare.
Tommaso da Celano non fu uno storico distaccato. Fu un testimone. Nei suoi scritt, tra i primi dedicati a Francesco, c’è l’urgenza di fissare su pergamena ciò che gli occhi avevano visto e il cuore aveva compreso. Parola di Tommaso raccoglie questa eredità e la traduce in immagini, silenzi, volti.
Il film non si limita a raccontare una vicenda medievale. Scava nella dimensione umana di Francesco e del suo tempo, ma soprattutto interroga il nostro. Che cosa resta oggi di quella radicalità? Che cosa significa, nel frastuono contemporaneo, scegliere la povertà, la fraternità, la pace?
La regia accompagna lo spettatore con passo misurato, lasciando spazio alla contemplazione. Non c’è enfasi retorica, ma un ritmo che invita all’ascolto. È un cinema che non alza la voce: sussurra, e proprio per questo arriva lontano.
C’è qualcosa di profondamente attuale nel racconto di Tommaso. Forse è la nostalgia di un’essenzialità perduta. Forse è il desiderio di autenticità che attraversa il nostro tempo. O forse è semplicemente la potenza di una storia vera, raccontata da chi l’ha vissuta accanto al suo protagonista.
Gli spettatori che hanno già assistito alla proiezione parlano di un’esperienza più che di una visione. Di un film che non si consuma nei titoli di coda, ma continua a lavorare dentro. Che riapre domande, suscita memoria, accende una luce.
L’ultima occasione: oggi, alle 18, l’Astra ospita l’ultima proiezione. È l’ultima occasione per lasciarsi attraversare da questa narrazione. Per concedersi un’ora e mezza di silenzio abitato. Per tornare a casa con una parola in più e, forse, con qualche certezza in meno.
In un’epoca in cui tutto scorre veloce, fermarsi ad ascoltare una voce del XIII secolo può sembrare un gesto controcorrente. Ma è proprio nei gesti controcorrente che, talvolta, si nasconde la possibilità di ritrovare senso.
Parola di Tommaso saluta il pubblico dell’Astra con la discrezione che lo caratterizza. Sta a noi decidere se esserci. Perché alcune storie non chiedono applausi: chiedono ascolto. E quando trovano orecchie attente, diventano memoria condivisa.








