Tra gli sportivi abruzzesi, c’è una lunga lista di tecnici e atleti, di cui fanno parte diversi uomini che hanno fatto la storia della nostra regione. Andando in ordine temporale, possiamo tranquillamente partire da Giancarlo Tacchi (ala di talento e personalità del Pescara), per passare ai più recenti Massimo Oddo (campione del mondo 2026), Marco Verratti (11 anni al PSG) e come non citare l’attuale tecnico del Lecce Eusebio Di Francesco. Cominciamo subito col dire che dopo le prime esperienze alla guida di Virtus Lanciano, Pescara e Lecce, la sua carriera da allenatore aveva preso subito il volo!
Stiamo parlando degli anni in cui ha guidato le storiche cavalcate del Sassuolo, ma anche della nota semifinale di Champions League raggiunta alla guida della Roma. Proprio al termine di quella stagione, Di Francesco chiuse il suo rapporto con la Lupa a causa di presunti problemi con lo spogliatoio giallorosso, che stando a certe voci giornalistiche, aveva fatto con il tecnico un patto per la Champions. Dopo quell’esperienza, il tecnico pescarese non è più riuscito a farsi confermare per più di una stagione sulla stessa panchina.
Di Francesco al Lecce 2.0
In questo articolo riviviamo i passaggi della sua carriera, partendo dalla situazione attuale alla guida dei salentini. Al momento, il Lecce di Di Francesco, nonostante un girone d’andata concluso al di fuori della zona retrocessione, rischia, e non poco, di rimanere invischiato in una complicata lotta per la salvezza e la permanenza in Serie A per gli esperti del settore non è così scontata. Con un solo punto di vantaggio sulla zona retrocessione, i salentini vantano la 10ª miglior difesa di Serie A, ma pagano il peggior attacco del campionato.
Scommettere sull’impresa del tecnico abruzzese, specie dopo le due retrocessioni consecutive con il Frosinone prima e il Venezia poi, non sembrerebbe la scelta più ovvia, ma per gli audaci che amano sfidare i pronostici, le promozioni per i nuovi iscritti alla piattaforma tra quelle presenti nella comparazione informativa appena linkata, permettono di piazzare la propria giocata senza spendere il proprio denaro e limitando così eventuali perdite. Magari scommettendo sul fatto che il nuovo attaccante Cheddira, più di Stulic, riesca almeno parzialmente a compensare la cessione di Krstovic della scorsa estate?
Intanto, non si può certo dire che la squadra non abbia trovato una sua precisa quadra tattica. Anzi, questo sembra essere tra i motivi per cui la panchina salentina è rimasta bullonata anche mentre Pisa e Verona esoneravano contemporaneamente Gilardino e Zanetti. Tra l’altro, in una conferenza stampa di inizio stagione, ci ha pensato lo stesso Eusebio a sottolineare l’aspetto su cui era molto fiducioso in merito alla sua seconda esperienza da allenatore del Lecce: “Rispetto all’ultima volta, questo Lecce ha molti giocatori di proprietà. E questo offre tutta un’altra impronta all’intero ambiente”.
Le precedenti corse salvezza di Di Francesco
Lo scetticismo dei bookmaker dipende anche dalle ultime esperienze di Di Francesco con le bagarre salvezza. La retrocessione è arrivata per due stagioni di fila, sia alla guida del Frosinone che del Venezia. E come dicevamo in premessa, se andiamo a ritroso nella sua carriera, nel periodo a cavallo tra il 2017 e il 2021, l’attuale tecnico salentino non è riuscito a lasciare il segno neanche in nessuna delle piazze guidate prima di passare alla corte di ciociari e lagunari. Infatti, in tutte le tre esperienze con Sampdoria, Cagliari e Verona, non è riuscito a completare il biennio, andando incontro ad esoneri e affanni di vario genere.
A detta dello stesso allenatore, l’esperienza peggiore è stata quella scaligera, chiusa con un esonero dopo appena tre giornate, che scioccò e non poco piazza e giornalismo nazionale. A proposito, Eusebio rientra tra gli allenatori che tendono a dividere l’opinione pubblica. C’è chi l’ha criticato molto per l’integralismo tattico e chi invece apprezza molto la capacità di dare una precisa identità tattica alle proprie squadre.
Sarà la stagione del rilancio?
Rimangono due aspetti da sottolineare: le sue imprese alla guida di Sassuolo e Roma resteranno nella storia e in più, va detto che quando ha concorso per la salvezza, lo ha fatto spesso alla guida di squadre in grande difficoltà psicologica, oppure decisamente meno esperte rispetto alla concorrenza. Questa potrebbe essere la stagione del suo riscatto, proprio nell’anno in cui il Lecce ha fatto una fatica immensa a gestire la partenza last minute del suo ex trascinatore Krstovic.
Sulle 13 sconfitte (record attuale insieme al Verona) sicuramente incide una media reti segnate pari allo 0,56% e che fa da contraltare ad una difesa che ha subito gli stessi goal del Bologna di Mr. Italiano, 10° in classifica, qualificato alle fasi ad eliminazione diretta dell’Europa League e reduce da una stagione conclusa con la vittoria della Coppa Italia sul Milan di Conceicao. Il nuovo attaccante Cheddira (anche lui in cerca di rilancio) intanto ha dichiarato: “Quì per la salvezza del Lecce”.








