Celano. Si sono conclusi i lavori di sgombero, bonifica e messa in sicurezza del manufatto situato sull’argine di un canale del Fucino, in zona Borgo Ottomila. L’area, di proprietà regionale, era finita al centro della cronaca nazionale nelle scorse settimane per essere diventata un punto di riferimento per lo spaccio di stupefacenti. Il sindaco di Celano, Settimio Santilli, ha annunciato il termine delle operazioni evidenziando però le pesanti difficoltà burocratiche incontrate nel coordinamento con gli enti superiori.

L’attacco alle istituzioni e la denuncia del sindaco
Santilli ha espresso un forte rammarico per la gestione amministrativa della vicenda, denunciando un sostanziale isolamento del Comune. Il primo cittadino ha dichiarato che per l’ennesima volta l’amministrazione è stata lasciata sola in una marea di carte e rimpalli di competenze degli uffici regionali, arrivando a definire la situazione paradossale. Nonostante gli ostacoli, il sindaco ha confermato di assumersi «ogni responsabilità delle azioni che si sono svolte e si svolgeranno», puntando con decisione alla futura demolizione del manufatto.

Il nodo delle competenze e la sicurezza pubblica
Il sindaco ha tenuto a precisare i limiti legali del proprio ruolo, ricordando che la tutela dell’ordine pubblico è una competenza esclusiva dello Stato, che la esercita attraverso il Prefetto e le Forze di Polizia. Santilli ha chiarito che i corpi di Polizia Locale sono solo organi ausiliari e che i sindaci non hanno potere decisionale sulle forze dell’ordine statali. Si è poi scagliato contro quello che definisce un paradosso istituzionale, in cui i primi cittadini diventano il bersaglio delle critiche dei cittadini pur non avendo gli strumenti o le risorse per agire direttamente.

Una piaga sociale oltre i confini locali
L’intervento di bonifica è stato definito da Santilli come «una goccia nell’oceano» o «uno specchietto per le allodole». Il sindaco è infatti consapevole che il problema dello spaccio viene semplicemente spostato, trattandosi di una piaga sociale di dimensioni vaste che richiederebbe politiche di ampio respiro e il coinvolgimento di più attori protagonisti. Nonostante la sensazione di essere diventati il capro espiatorio di ogni criticità cittadina, l’amministrazione di Celano proseguirà con le attività di propria competenza, come il potenziamento della videosorveglianza, l’illuminazione pubblica e l’assunzione di nuovi agenti, restando «l’unico baluardo fisico e reale» sul territorio.









