Avezzano. Consorzio di Bonifica interno, Confagricoltura sostiene il presidente Monaco: legalità, risanamento, innovazione e stop alla propaganda sulla pelle degli agricoltori.
Confagricoltura L’Aquila interviene con una posizione chiara e senza ambiguità nel dibattito sulla contribuzione consortile, ribadendo il pieno e convinto sostegno al Presidente Maurizio Monaco, e al Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Bonifica Interno Bacino Aterno e Sagittario, per l’applicazione corretta della normativa vigente e per una scelta che va nella direzione della legalità, dell’equità contributiva e della valorizzazione delle aziende agricole.
A chiarire la linea dell’organizzazione è il Vicepresidente di Confagricoltura L’Aquila, Fabio Spinosa Pingue.
“Il Presidente e il Consiglio di Amministrazione non stanno introducendo nuovi tributi, né balzelli impropri, stanno semplicemente applicando una norma esistente e un Piano di Classifica approvato nel 2001, rimasto di fatto disatteso per oltre vent’anni”, afferma Fabio Spinosa Pingue. “Per più di 23 anni il costo del Consorzio è ricaduto in maniera sproporzionata quasi esclusivamente sui proprietari dei terreni agricoli e sugli agricoltori. Oggi, grazie al portentoso lavoro del Presidente e del CDA sul risanamento dei conti, all’implementazione di procedure minime ritenute indispensabili per una virtuosa gestione dell’ente, e al rigoroso rispetto della legalità e legittimità in ogni momento amministrativo, il Consorzio sta cercando di superare, non senza problemi, decenni di malagestione che di fatto hanno depredato l’ente.
Confagricoltura, sorpresa di tutto questo clamore, ricorda che il Consorzio è purtroppo gravido di annose problematiche che sono straordinariamente molto più delicate dell’importo del tributo idraulico che cuba complessivamente nemmeno 100 mila euro. Importo di diretta emanazione di un piano di classifica che sostanzialmente ha inteso sovrapporre il perimetro irriguo con quello idraulico perché la difesa del territorio e la sicurezza idraulica prescinde dall’erogazione di un servizio diretto.
Questo crediamo sia il passaggio culturale che bisogna metabolizzare al di la di qualche sentenza che smentisce altra sentenza. Dobbiamo pretendere che l’ente, che si occupa di bonifica e di miglioramento fondiario per la tutela del territorio e delle acque irrigue, sia ancora più efficace ed efficiente nell’erogazione dei servizi, alle manutenzioni della rete idrografica, aumentandone la sicurezza e l’integrazione nel territorio anche alla luce della crescente esposizione del territorio nazionale a fenomeni alluvionali e di dissesto, maggiormente accentuati dai cambiamenti climatici.
A tale scopo Confagricoltura richiama la recente sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per l’Abruzzo – Sezione staccata di Pescara n. 3/2026, che ha chiarito in modo puntuale la natura e i presupposti della contribuzione consortile.
La pronuncia stabilisce che il contributo consortile ha natura pubblicistica e tributaria e non costituisce il corrispettivo di un servizio a domanda individuale, ma un concorso al finanziamento di un’attività di interesse generale, dalla quale deriva un beneficio per l’insieme dei soggetti ricompresi nel perimetro di contribuenza.
“La sentenza chiarisce anche un punto fondamentale”, sottolinea il Vicepresidente. “Non è richiesta una corrispondenza puntuale tra quanto si paga e un beneficio individuale misurabile. È sufficiente un beneficio concreto, anche solo potenziale, legato al miglioramento dell’assetto territoriale complessivo. Questo rende pienamente legittimo il coinvolgimento nella contribuzione anche dei proprietari di immobili non agricoli”
La stessa giurisprudenza riconosce inoltre che l’attività di bonifica non è limitata alla sola agricoltura, ma riguarda la sicurezza idraulica e la gestione del territorio nel suo complesso, rafforzando il principio secondo cui tutti i beneficiari devono concorrere ai costi.
“La strada, quindi, è solo quella della responsabilità, non del populismo e/o peggio dell’infantilismo”, prosegue Fabio Spinosa Pingue e chiede al Presidente del Consorzio di convocare con urgenza un tavolo permanente di lavoro tra i Sindaci, le associazioni di categoria, i rappresentanti del territorio negli enti sovracomunali “per attualizzare un piano di classifica oramai datato così da superare anche diverse incongruenze e storture che in esso sono contenute e condividere le risoluzioni di annose situazioni molto gravi che se non gestite sapientemente possono sfociare in una incontrollabile deriva di carattere penale.”
“I Consorzi sono Enti vigilati dalla Regione purtroppo a distanza di due anni dalle elezioni consortili la Regione non ha ancora nominato i tre rappresentanti al Consiglio di Amministrazione” conclude Fabio Spinosa Pingue “ in questa occasione i cittadini nominati, con esperienza in campo tecnico o amministrativo, avrebbero potuto fornire un contributo sulla legittimità dell’operato del Consiglio di Amministrazione”.








