Avezzano. Referendum giustizia, piazza Risorgimento risponde: in centinaia al banchetto informativo della Camera Penale.
Grande partecipazione, ieri, dalle 11 alle 13, all’iniziativa degli avvocati penalisti di Avezzano. Pascale: “I cittadini chiedono una giustizia più giusta, trasparente e credibile”.
Una partecipazione ampia, attenta e tutt’altro che scontata. Piazza Risorgimento si è trasformata per un’intera mattinata in un luogo di confronto e approfondimento sui temi della giustizia, grazie al banchetto informativo organizzato dalla Camera Penale, che ha visto una presenza stimata di circa 300 cittadini interessati a comprendere le ragioni del Sì al referendum sulla giustizia.
Un segnale forte, che testimonia come il tema non sia riservato agli addetti ai lavori, ma tocchi da vicino la vita democratica del Paese e la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Protagonisti dell’iniziativa, gli avvocati penalisti di Avezzano, chiamati a raccolta per spiegare in modo chiaro e accessibile i contenuti della riforma e il cosiddetto “decalogo del Sì”, illustrando punto per punto le ragioni di una scelta che punta a una giustizia più equa, terza e credibile.
Nel corso dell’iniziativa, i penalisti hanno accompagnato i cittadini nella lettura e nella comprensione del decalogo del Sì, soffermandosi sui principi cardine della riforma: la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, la garanzia di un giudice realmente terzo e imparziale, la parità delle armi nel processo, il rafforzamento dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, fino ai temi della trasparenza, della responsabilità disciplinare e del superamento delle logiche correntizie all’interno del CSM.
Un confronto diretto, fatto di domande, chiarimenti e spiegazioni puntuali, che ha permesso a molti cittadini di avvicinarsi a un tema spesso percepito come complesso o distante. Al contrario, il dialogo in piazza ha dimostrato come la giustizia riguardi tutti, perché incide sui diritti, sulle libertà personali e sulla qualità dello Stato di diritto.
A esprimere soddisfazione per l’esito dell’iniziativa è stato il presidente della Camera Penale, avvocato Antonio Pascale, che ha sottolineato il valore civile e democratico dell’incontro. “Sono molto soddisfatto”, ha dichiarato Pascale. “C’è stata una grande affluenza: circa 300 persone hanno voluto ascoltare le ragioni del Sì, dimostrando attenzione, curiosità e voglia di capire. I cittadini ci hanno posto domande puntuali e hanno seguito con interesse le dettagliate spiegazioni e informazioni che noi avvocati della Camera Penale siamo stati ben lieti di fornire”.
Il presidente ha poi ribadito il senso profondo dell’iniziativa: “Questa non è una battaglia di categoria, né uno scontro ideologico. È una battaglia di civiltà giuridica, che riguarda tutti. Una giustizia che incute timore o che appare sbilanciata non è una giustizia giusta. La separazione delle carriere serve a rafforzare la fiducia dei cittadini e a garantire processi equi, nel rispetto della Costituzione”.
Il clima in piazza Risorgimento è stato quello di un confronto aperto e costruttivo. Molti cittadini si sono fermati a lungo, chiedendo esempi concreti, approfondimenti sui modelli europei e chiarimenti sulle ricadute pratiche della riforma. Un segnale incoraggiante, che conferma come l’informazione corretta e il dialogo diretto siano strumenti fondamentali per rafforzare la partecipazione democratica.
Gli avvocati penalisti hanno ribadito come il referendum rappresenti un’occasione storica per riallineare il sistema giudiziario italiano ai principi delle democrazie liberali, restituendo centralità al processo accusatorio, alla terzietà del giudice e alla tutela effettiva dei diritti.
L’iniziativa di Avezzano si inserisce in un percorso più ampio di informazione e sensibilizzazione promosso dalla Camera Penale, che rivendica il proprio ruolo di presidio di legalità e garanzia, al fianco dei cittadini e non dei centri di potere. “La giustizia deve rispondere ai cittadini, non a se stessa” ha concluso Pascale. “Eventi come questo dimostrano che c’è una domanda forte di chiarezza, di equilibrio e di rispetto delle regole. Noi continueremo a essere in piazza, a spiegare, ad ascoltare e a difendere i principi di uno Stato di diritto autentico”.














