Tagliacozzo. Un evento di grande rilievo spirituale e simbolico attende Tagliacozzo. Sabato 28 febbraio la comunità parrocchiale riceverà la Croce ufficiale del Giubileo 2025, una di quelle portate dai pellegrini giunti a Roma da tutto il mondo. La celebrazione di consegna sarà presieduta da Monsignore Rino Fisichella e rappresenta un momento di profondo valore per la fede e la storia della città.
“Una di quelle usate da milioni di pellegrini che nel 2025 si sono recati a Roma e hanno attraversato la Porta Santa nella Basilica di San Pietro”.
“Anche a noi, recandoci nella Basilica vaticana il 6 aprile 2025, fu consegnata la Croce del Giubileo per compiere il percorso previsto per i pellegrini per attraversare la Porta Santa”. Lo ha reso noto la Comunità parrocchiale di Tagliacozzo, guidata dal parroco don Ennio Grossi.
“La Croce è stata realizzata dal maestro falegname e artigiano Riccardo Izzi. L’oggetto, realizzato in legno pregiato e lavorato a mano con cura, presenta sul lato principale la raffigurazione del Cristo glorioso, luce di salvezza per l’umanità, in un tempo di grandi crisi globali, in cui gli uomini e le donne esprimono in tutti i modi l’estremo bisogno di poter sperare. Dall’altro lato della croce c’è il logo ufficiale del Giubileo 2025, simbolo di Speranza per i fedeli provenienti da tutto il mondo.
A presiedere la Celebrazione di consegna sarà Mons. Rino Fisichella, Responsabile dell’organizzazione del Giubileo 2025 e Pro-Prefetto della Sezione per le questioni fondamentali dell’evangelizzazione nel mondo del Dicastero per l’Evangelizzazione; presenta anche il Vescovo dei Marsi, Mons. Giovanni Massaro.
La Santa Messa si terrà nell’antichissima chiesa della Madonna del Soccorso dove la croce verrà esposta alla venerazione dei fedeli e custodita nel tempo avvenire.
È un grande dono quello che riceviamo. Avere la possibilità, d’ora in avanti, di pregare davanti a questo segno che tanti pellegrini hanno toccato, stretto tra le mani, venerato, ci spinge ad assumere uno sguardo davvero universale.
E tutte quelle speranze, dolori, suppliche e preghiere farle nostre nella preghiera e nella vita. La scelta della chiesa nasce dalla conoscenza della storia di questo luogo di culto mariano. Anticamente chiamato ‘Santa Maria in Furca’, perché posta sulla biforcazione dell’antico tracciato della Via Valeria che conduceva verso Roma, e che fino al XV sec. aveva annesso anche un ospitale, questa chiesa, quotidianamente, ma soprattutto nei Giubilei del passato, era punto si sosta e ristoro per i pellegrini de quali riconosciamo ancora i segni nelle incisioni degli stipiti del portale. Un particolare ringraziamento alla Confraternita di Sant’Antonio Abate e Maria SS. del Soccorso, proprietaria della chiesa che con gioia ha accolto questa iniziativa e si prepara a vivere questo significativo evento di fede che arricchisce il patrimonio storico culturale della nostra Comunità”.








