Avezzano. “Lo sport: scuola di vita e di speranza”: Il vescovo Massaro alla Festa provinciale dello sport.
Una sala gremita di atleti, allenatori, dirigenti sportivi e rappresentanti delle istituzioni ha fatto da cornice, ieri pomeriggio, alla Festa provinciale dello sport, ospitata presso il Ristorante Napoleone di Avezzano.
Un appuntamento ormai consolidato, che anche quest’anno ha rappresentato un momento di grande partecipazione e condivisione per tutto il movimento sportivo della provincia dell’Aquila.
L’evento, promosso dal delegato provinciale del Coni L’Aquila, Carmine Silvagni, ha rinnovato l’impegno a valorizzare atleti, tecnici, dirigenti e realtà associative che, con passione e dedizione, contribuiscono quotidianamente alla crescita dello sport sul territorio.
Nel corso della cerimonia sono stati conferiti numerosi riconoscimenti ufficiali. Ospite d’onore della serata è stato l’arbitro internazionale di calcio Aleandro Di Paolo, avezzanese, cresciuto nella sezione AIA di Avezzano e oggi tra i “fischietti” più apprezzati a livello internazionale, nonché riconosciuto esperto di VAR. La sua presenza ha rappresentato un esempio concreto di come competenza, impegno e umiltà possano portare a traguardi di eccellenza senza perdere il legame con le proprie radici.
Particolarmente significativa la partecipazione del Vescovo Giovanni, accolto con grande affetto dai presenti. Al termine della cerimonia, il delegato provinciale Carmine Silvagni gli ha consegnato una targa come segno di riconoscenza per il suo esempio di passione e dedizione, mentre il presidente regionale del Coni, Antonello Passacantando, gli ha donato la spilletta del Coni, sottolineando la sua costante vicinanza al mondo dello sport. Visibile lo stupore e la sincera gratitudine del presule per l’attenzione ricevuta.
Nel suo intervento, il mons. Massaro ha richiamato il valore profondo della Festa provinciale dello sport, definendola «non solo una celebrazione di risultati, ma soprattutto una festa delle persone che, attraverso lo sport, educano, crescono e costruiscono relazioni, rafforzando il tessuto sociale del territorio». Ha ringraziato il Coni, il delegato provinciale, le istituzioni locali per l’impegno nel promuovere «lo sport come strumento educativo e civile», sottolineando come esso «rappresenti una vera scuola di vita, soprattutto in un tempo segnato da fragilità e solitudini».
Il vescovo ha poi evidenziato il «ruolo educativo dello sport, capace di trasmettere valori come il rispetto delle regole, il senso del limite, il lavoro di squadra, la perseveranza e la solidarietà». Un pensiero speciale è stato rivolto agli atleti premiati, ricordando che «dietro ogni riconoscimento si nascondono sacrifici, rinunce e ripartenze, e agli allenatori, dirigenti, arbitri e volontari, figure spesso lontane dai riflettori ma decisive come educatori e testimoni di una passione che diventa servizio».
Concludendo, il presule ha ribadito la vicinanza della Chiesa al mondo dello sport e l’auspicio che esso «continui a essere sempre più inclusivo, capace di unire e di offrire opportunità sane ai giovani, contrastando ogni forma di esclusione e violenza».








