Avezzano. I dipendenti del sito Micron di Avezzano hanno manifestato ieri mattina sotto la pioggia per protestare contro i 14 licenziamenti previsti nello stabilimento marsicano. Il sit-in, accompagnato da uno sciopero di quattro ore, ha visto una partecipazione numerosa nonostante il maltempo. La mobilitazione risponde alla decisione della multinazionale statunitense dei semiconduttori di tagliare 23 posti di lavoro a livello nazionale, di cui oltre la metà concentrati nella sede di Avezzano.
La rottura con l’azienda
Il dialogo tra le parti si è interrotto dopo l’ultimo incontro presso il Ministero del Lavoro. In quella sede, Micron ha ritirato la proposta di ricollocazione interna dei dipendenti. I sindacati Fiom-Cgil e Uilm-Uil contestano duramente la scelta, definendola ingiustificata alla luce della solidità economica del gruppo. La strategia aziendale punterebbe alla delocalizzazione di alcune attività in India e Malesia, alimentando i timori di un progressivo abbandono del territorio italiano.
Le reazioni sindacali
Michele Paliani (Uilm-Uil) ha sottolineato come l’alta adesione allo sciopero dimostri la preoccupazione dei lavoratori per il rischio di un disimpegno strutturale. Elvira De Sanctis (Fiom-Cgil) ha definito inaccettabile l’impossibilità di ricollocare 23 figure professionali di alto livello in un’azienda che conta oltre 500 dipendenti in Italia. Secondo i rappresentanti dei lavoratori, i tagli non derivano da una crisi finanziaria, ma da una riorganizzazione che penalizza il centro di eccellenza marsicano.
Prossime tappe della mobilitazione
La protesta si estenderà agli altri siti del gruppo:
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Martedì 3 febbraio: sciopero negli stabilimenti di Arzano e Milano.
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Venerdì 6 febbraio: nuovo vertice presso il Ministero del Lavoro.
L’incontro ministeriale sarà decisivo per verificare l’esistenza di margini di dialogo e per ottenere garanzie sugli investimenti futuri e sulla tenuta occupazionale a lungo termine.








