Avezzano. Un ricco fine settimana tra Andersen e Stevenson per il Teatro dei Colori nei comuni della Marsica. Rassegna “Itinerari dell’arcobaleno 38° edizione”- Progetto di teatro ragazzi e giovani 2025-26 realizzato con rapporti istituzionali con Ministero della Cultura e Regione Abruzzo, in sinergia con i Comuni di Celano, Collarmele, Avezzano, Tagliacozzo e la collaborazione della Fondazione Carispaq.
Apuntamenti:
ARTERIE TEATRO
In coproduzione Tieffeu Teatro
I VESTITI NUOVI DELL’IMPERATORE , dalla fiaba di C. Andersen
30 GENNAIO 2026 ore 10,30 – TeAtrio della Scuola D’Annunzio di Celano
31 GENNAIO 2026 ore 17,30 – Teatro Eduardo De Filippo di Collarmele
Regia e drammaturgia: Alessandra Sciancalepore
Figure: Ada Mirabassi, Costumi: Emanuela Sciancalepore. Scene: Leonardo Ventura e Matteo Altomare.
Vanità! Vanità! Vanità! Forma o sostanza? Essere o apparire?
Il re della nostra Fiaba ama il lusso, lo sfarzo, le stoffe, i vestiti. A Palazzo giungono due tessitori, imbroglioni che promettono al Re di tessere una stoffa mai vista prima, pregiata, magica! Ha il potere di rimanere invisibile agli occhi degli stolti e di chi ricopre un potere/ruolo che non merita. Chi avrà il coraggio di dire la Verità al di là di ogni convenzione sociale? Un bambino! E se a smascherare il re fossero tutti i bambini? Potremmo sperare di crescere gli adulti onesti e consapevoli del domani! Uno spettacolo che racconta, con passione e leggerezza, l’importanza e il coraggio di dire la verità, pensando con la propria testa, senza lasciarsi condizionare dal giudizio altrui. Uno spettacolo esilarante che racconta, con passione e leggerezza, l’importanza e il coraggio di dire la verità, pensando con la propria testa, senza lasciarsi condizionare dal giudizio altrui. Tratto dalla favola di Andersen, “Il vestito nuovo dell’imperatore” una storia sul potere e del suo smascheramento; della vanità delle cose materiali, del rapporto tra popolo (cortigiani) e re-regina, ciechi per prepotenza e delirio di onnipotenza. Lo spettacolo narra la storia di un imperatore ossessionato dalla moda che cerca un vestito unico al mondo, ignorando i problemi del suo regno. Due impostori lo ingannano promettendogli di tessere un abito invisibile per i sciocchi e gli indegni, e l’imperatore si ritrova a sfilare nudo in pubblico. L’inganno viene smascherato solo dalla voce innocente di un bambino.
E’ una riflessione sulle dinamiche del potere, la vanità, l’ipocrisia sociale e l’importanza della verità.L’opera esplora la solitudine dell’uomo che si allontana dalla verità per stare con gli altri. La figura del bambino rappresenta l’innocenza e la fiducia che svelano l’inganno.
TEATRO DEL CERCHIO
IL CUOCO DELLA GAMBA DI LEGNO, da “L’isola del tesoro” di Stevenson
1 FEBRAIO 2026 ore 17,00 – Teatro dei Marsi di Avezzano
2 FEBRAIO 2026 ore 10,30 – Teatro Talia di Tagliacozzo
Testo e regia Roberto Abbiati, con Mario Mascitelli e Mario Aroldi
In scena due cuochi che raccontano allegramente e malinconicamente la storia di un tesoro, due che cercano di sopravvivere, scansando fucilate, evitando coltellate, nuotando in un mare pericoloso e camminando in una foresta infestata da zanzare, fantasie che non cancellano però, le bombe, quelle vere che cadono sui bambini, sulle mamme e sui papà, sui gatti e sui pappagalli. Si può giocare ai pirati, diciamo, ma non si può giocare alla guerra specie a quella che fa male per davvero. Ma la nostra è una cucina un po’ strana perché non ha nulla da cucinare nonostante ci siano pentole e coltelli, però manca il cibo e i bambini hanno fame. Allora per non fargliela sentire raccontiamo loro una storia. Il cuoco con la gamba di legno chi è? È Long John Silver il cuoco pirata dell’Isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, e insieme a lui in cucina gli fanno compagnia, i personaggi principali del romanzo compresi un gatto e un pappagallo. Stevenson ha scritto il romanzo dopo avere dato nomi a insenature, collinette, boschi a un disegno di un’isola, e poi in un angolo come si fa nelle vere mappe, ha scritto “Isola del Tesoro”. Lloyd il ragazzo che aveva disegnato la mappa disse “come sarebbe bello leggere una storia su quest’isola!” e così Stevenson la scrisse. Coinvolse tutti i suoi famigliari chiedendo loro idee e suggerimenti e capitolo dopo capitolo venne fuori il capolavoro che tutti oggi conosciamo. Anche noi abbiamo pensato “Come sarebbe bello poter vedere uno spettacolo su quest’isola” e così ci siamo vestiti da cuochi, abbiamo preso pentole e padelle e iniziato a raccontare una storia incredibile per farci passare la fame. Dai bambini come pubblico, abbiamo ricevuto molti pensieri e riflessioni che ci hanno aiutato nel nostro percorso di allestimento. Tra tutti, vogliamo riportarne uno che ci ha veramente fatto capire che eravamo sulla giusta strada…
“Adoro il teatro da quando ero piccola. È la situazione dove puoi esprimere emozioni, idee, ricordi. Già a quattro anni ho cominciato con gli spettacoli, poi ho fatto uno spettacolo con le bambole completamente da sola. Nel 2022 è cominciata la guerra nel mio paese, l’Ucraina. Non avevo visto nessuno spettacolo prima d’ora. Grazie per avermi svegliato ricordi tanto preziosi per me. Grazie per avermi fatto tirare fuori le risate. Questo spettacolo mi è piaciuto molto perché non c’erano solo le risate ma anche tristezza e rabbia:” Anastasiia








