L’Aquila. Confagricoltura Abruzzo, Lovato: “deroghe diseguali drogano il mercato dei vini generici”.
Confagricoltura Abruzzo aderisce alla richiesta di ripristino della deroga sui massimali di produzione per ettaro delle unità vitate destinate ai vini generici, oggetto del documento trasmesso al Dipartimento Agricoltura della Regione Abruzzo il 20 gennaio 2026.
La posizione dell’Organizzazione nasce dall’esigenza di ristabilire regole chiare, uniformi e sostenibili per l’intero comparto vitivinicolo nazionale, evitando disparità territoriali che incidono direttamente sulla redditività delle aziende agricole e sull’equilibrio del mercato.
“Le deroghe applicate a macchia di leopardo non tutelano i produttori: alterano il mercato”, afferma il Vicepresidente di Confagricoltura Abruzzo Mauro Lovato. “Se un viticoltore ottiene condizioni economiche diverse solo perché opera in una Regione piuttosto che in un’altra, non siamo di fronte a flessibilità normativa ma a una distorsione evidente della concorrenza”, prosegue Lovato.
Confagricoltura Abruzzo ritiene che, al di là dei singoli orientamenti sulle rese produttive, il principio da salvaguardare sia quello della pari dignità economica degli agricoltori. In un sistema produttivo nazionale non possono esistere regole differenziate che generano vantaggi o svantaggi competitivi legati esclusivamente al territorio.
“La legge è nazionale e deve produrre effetti uguali per tutti”, sottolinea Mauro Lovato. “In caso contrario si alimentano confusione normativa, giacenze crescenti e una progressiva svalutazione del prodotto, come i dati di mercato stanno già dimostrando”.
In questa prospettiva, Confagricoltura Abruzzo ribadisce una visione strutturale del comparto vitivinicolo, orientata verso una resa massima di 300 quintali per ettaro, con una tolleranza del +20% da applicare esclusivamente nelle annate di iperproduzione involontaria dovute a fattori non gestibili dal produttore, come avvenuto nella campagna agraria 2024/2025.
“Continuare a intervenire spostando l’asticella a seconda delle convenienze del momento significa rinviare il problema, non affrontarlo”, rimarca Lovato. “Confagricoltura Abruzzo non è disponibile ad avallare soluzioni di corto respiro, utili solo a tamponare l’emergenza senza governare il sistema”.
Il contesto generale rafforza questa posizione, Cantina Italia ha chiuso il 2025 con la più alta giacenza di vino dell’ultimo decennio, mentre i vini generici hanno registrato una crescita superiore rispetto ai vini a Denominazione di Origine e a Indicazione Geografica.
“Quando la differenza di valore tra uve generiche e uve a Do/ig tende ad assottigliarsi, il problema non è la deroga che manca, ma il modello che sta perdendo equilibrio”, osserva Mauro Lovato.
Per queste ragioni, Confagricoltura Abruzzo invita il Vicepresidente della Giunta regionale e Assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente a farsi portavoce, nelle sedi istituzionali competenti, di un principio non negoziabile: la legge è uguale per tutti. Ne consegue che l’eventuale deroga sui massimali debba essere abrogata o resa strutturale e uniforme sull’intero territorio nazionale.
Qualora, a seguito di approfondite valutazioni tecniche e agronomiche, si dovesse ritenere congrua una resa massima pari a 400 quintali per ettaro per i vini generici, Confagricoltura Abruzzo chiarisce che tale scelta dovrà essere valida per tutte le Regioni e vincolante per almeno cinque anni, così da garantire stabilità e capacità di programmazione alle imprese.
“Le aziende hanno bisogno di certezze, non di deroghe temporanee”, conclude Mauro Lovato. “Senza regole stabili si governa l’emergenza, non un settore strategico dell’agricoltura italiana”.








